Meloni: «Il lassismo della sinistra complice della morte di Desirée»

«Desirée è stata uccisa una volta da un branco di vermi spacciatori, ma anche quattro volte dal lassismo della sinistra». In un lungo intervento sulla terribile fine della ragazzina di Cisterna di Latina, Giorgia Meloni elenca una per una le maggiori responsabilità avute dalla sinistra nel «creare i presupposti di questa tragedia»: promozione della cultura della droga, tolleranza di zone franche, favoreggiamento dell’immigrazione incontrollata, negazione del legame tra quest’ultima e l’aumento di un certo tipo di reati, a partire dalle violenze sessuali. Un ragionamento che la presidente di FdI svolge «nonostante qualcuno, come mi aspetto, vorrà accusarmi di “sciacallaggio”».

«Voglio assumermi la responsabilità di parole chiare e scomode», scrive Meloni nel suo intervento su Libero, spiegando che «Fratelli d’Italia non resterà a guardare aspettando un’altra Pamela, un’altra Desirée, un’altra ragazzina sacrificata sull’altare del politicamente corretto della sinistra». E così la presidente del partito si assume quella responsabilità di entrare nel merito di ciò che ha creato i presupposti perché delitti così orribili potessero farsi strada nella nostra società. Desirée, scrive la presidente di FdI, è stata «uccisa da chi promuove la droga, attraverso un martellamento scientifico che tenta di convincerci che drogarsi sia una forma innocente di svago». Non è così, precisa Meloni, chiamando a testimoni le morti di giovani e giovanissimi come Desirée o come Alice, anche lei 16enne, morta per una overdose nel bagno della stazione di Udine: «Giovani uccisi da una sinistra che spaccia la cultura della morte e che in sei anni di governi filo-tossicodipendenze è riuscita a portare l’Italia tra le prime nazioni per il consumo di droghe in Europa».

Poi, prosegue Meloni, «Desirée è stata uccisa da chi difende l’illegalità delle “zone franche”», delle quali il quartiere San Lorenzo di Roma è solo un esempio. «Terre di nessuno», le definisce la leader della destra, ricordando che vengono «difese dai centri sociali e dall’Anpi, che scendono in piazza non contro gli spacciatori che hanno ucciso Desirée, ma contro la presenza dello Stato». Una forma di «rivendicazione politica e ideologica che spesso nasconde – sottolinea Meloni – torbidi affari tra centri sociali, spacciatori e delinquenti».

E ancora, «Desirée è stata uccisa da chi ha favorito l’immigrazione incontrollata in Italia»: le «anime belle della sinistra» con i loro “campioni” di “resistenza democratica”, dal sindaco di Riace a Roberto Saviano. E «a proposito del sempre loquace Saviano – nota Meloni – aspettiamo ancora una parola su Desirée e su Pamela». Infine, conclude Meloni, «Desirée è stata uccisa da chi nega le evidenze statistiche che mettono in relazione l’immigrazione illegale di massa con l’aumento di un certo tipo di reati in Italia, la violenza sessuale su tutti». La presidente di FdI ricorda i dati del Viminale: gli stranieri che rappresentano l’8% della popolazione totale commettono quasi il 42% delle violenze sessuali. «Una vera e propria emergenza stupri da parte di stranieri che coinvolge ormai tutta Europa», chiosa Meloni, sfidando «tutta la sinistra, compreso il M5S, a dire chiaramente da che parte intende schierarsi». Per la liberazione delle droghe? A difesa delle zone franche? A favore dell’immigrazione di massa? A sostegno della negazione del nesso tra immigrazione e aumento di reati come gli stupri? O con chi, come Fratelli d’Italia, da sempre fa sentire la propria voce contro queste drammatiche derive? «Possono chiamarci “sciacalli” se vogliono, siamo disposti – avverte Meloni in conclusione – a essere anche iene, squali e belve feroci per difendere i nostri figli».