Mara Venier: io sfilavo col pugno chiuso ma mio padre era un fan di Almirante

Intervista a tutto campo di Mara Venier al Fatto quotidiano. L’artista, nata a Venezia nel 1950,  si racconta e parla anche dei suoi trascorsi politici, del suo impegno nei cortei, nelle occupazioni, del fascino che hanno esercitato su di lei, giovanissima, le posizioni femministe. Tutti diversi gli ambienti politici frequentati invece negli anni Ottanta, quando conosce Bettino Craxi. Una vita a sinistra, dunque, anche se in famiglia si respirava un’aria diversa: mio padre – racconta Mara – “era un fan di Giorgio Almirante”. Nell’intervista c’è anche spazio per raccontare il suo privato: molte esperienza e molti legami, e la prima maternità arrivata troppo presto, quando Mara Venier aveva 17 anni.

La “signora della domenica” impegnata in questa sua nuova stagione televisiva a contendere a Barbara D’Urso il primato degli ascolti, commenta anche il movimento di denuncia contro le molestie maschili, denominato #metoo, e che ormai ha compiuto un anno: “Bisogna differenziare – è il suo parere – tra molestia e violenza, altrimenti la confusione è totale. Se uno ti corteggia in un certo modo, magari piazza la mano sul ginocchio, non è violenza, e basta dargli due pizze in faccia. A me è capitato che magari mi accompagnassero la sera a casa e partiva il tentativo di un bacio e se non andava li sistemavo. Oggi con me purtroppo non ci provano più, quindi non parlo a titolo personale, ma se continuiamo così terrorizziamo gli uomini”. Posizioni simili a quelle espresse da Catherine Deneuve ma contestate dalle attrici più giovani che in Italia hanno visto in Asia Argento una paladina e una rappresentante ideale, prima che anche lei cadesse per le accuse di violenza da parte di Jimmy Bennett.