Macron sprofonda, mai così in basso. E il Pd vuole suicidarsi con lui

Continua inarrestabile il crollo nei sondaggi per Emmanuel Macron. E pensare che il Pd guarda a lui come a un faro, nella speranza di un’allenza vittoriosa. Secondo una rilevazione di Kantar Sofres, realizzato poco prima delle dimissioni del ministro degli interni Gérard Collomb il 2 ottobre e ufficializzate in queste ore, la fiducia nel capo di Stato francese è diminuita di altri 3 punti, un livello che lo colloca a soli 7 punti da Francois Hollande, detentore del record di impopolarità dopo diciassette mesi in carica. Il sondaggio è impietoso perché ora soltanto tre francesi su 10 (30%,  ossia -3 punti rispetto all’indagine di settembre) affermano di fidarsi di lui per risolvere i problemi che la Francia sta affrontando al momento:  il punto più basso registrato dal barometro politico dalla sua elezione. Tuttavia, il suo indice di fiducia è superiore a quello del suo predecessore nello stesso momento (23% per François Hollande nell’ottobre 2013).

Magra, magrissima consolazione per il prodigio di Francia che avrebbe dovuto guidare l’Europa, allontanandola dai sovranisti pericolosi, l’uomo indicato dal Pd come un faro. Tanto che non si sente parlare d’altro per la partita delle Europee: il Pd pensa a un’ alleanza vasta che vada da Tsipras a Macron – ossia tutto e il suo contrario- per vincere la “madre di tutte le partite”, sbaragliando il campo nemico dei “patrioti”, di chi intende difendere la sovranità dei singoli stati. Una tattica suicida. Una congrega di perdenti. Quando si dice l’istinto dì sopravvivenza…

La vocazione al suicidio della sinistra e del Pd è cosa nota, visto che giorni fa su Macron si scatenò un parapiglia, una sorta di “referendum tragico” tra chi nei vertici del partito suggeriva di allearsi con il presidente francese (Zingaretti) e chi no in vista delle elezioni Europee. Complimenti e tanti auguri per un  suicidio perfetto che nasce dalle idee geniali del segretario Maurizio Martina: «Orbán, Salvini e Le Pen propongono la disgregazione dell’Europa. Noi dobbiamo lavorare per una grande alleanza della nuova Europa, anche dopo il voto, dal Pse, a Tsipras e Macron». Ebbene, entrambi i due «campioni», sia  Tzipras che Macron, con i loro rispettivi partiti, sono in caduta libera. Ma soprattutto  Macron e la sinistra sono un ossimoro, una contraddizione di termini. L’Europache piace a Macron è quanto di più lontano dai bisogni concreti degli ultimi che si possa immaginare. Basta ricordare come il presidente francese umiliò un giovane disoccupato per credere.