Lucaselli (FdI): «Da Tria un quadro fumoso. E il reddito di cittadinanza…»

«Dal ministro Tria è arrivato un quadro fumoso e preoccupante». Ad affermarlo è Ylenja Lucaselli, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Bilancio della Camera.

Onorevole Lucaselli, il ministro dell’Economia Giovanni Tria è intervenuto sulla Nota di aggiornamento al Def nelle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Quale è la sua prima impressione?

La linea economica e politica scelta dal governo grillo-leghista non è chiara. I calcoli non tornano, non sono indicati i tempi, così come non sono indicate le modalità ed i valori degli interventi ed i numeri delle previsioni sono forzati in modo troppo evidente.

 Cosa in particolare non la convince del suo intervento?

Il ministro è stato evasivo su molti aspetti. Penso ad esempio alle misure da adottare nel caso in cui le agenzie come la Moody’s a fine mese si esprimano per un taglio del rating portando l’Italia a livello di pericolo. Non credo che il governo sappia come affrontare questo problema. Il che è preoccupante”.

 A proposito di bocciature: nei giorni passati ne era arrivata già un’altra…

Esatto. Quella proveniente dalla Corte dei Conti che ha bocciato il Def anche in relazione a tutta una serie questioni tecniche che mettono ancora una volta in evidenza il pressapochismo dei 5 stelle.

Quai sono i binari sui quali si muove la manovra?

Premesso che attualmente stiamo parlando solo di una cornice e che mancano ancora i numeri definitivi, va detto che dalla presentazione del ministro Tria sembra che tutta la manovra si baserà su un concetto di crescita legato al consumo e non sugli investimenti per la produttività. E questo ci spaventa molto, anche in considerazione che oggi stesso l’Istat è venuto a dirci che anche in caso di maggiore disponibilità economica le famiglie non aumentano i consumi ma investono nel risparmio. È evidente quindi che l’idea che sottende a tutta la manovra parta da un concetto sbagliato.

Passiamo al reddito di cittadinanza… 

Sul reddito di cittadinanza è stato fornito uno scenario confuso, limitato al solo assistenzialismo. È un provvedimento che non aiuterà i consumi e non porterà crescita.  È metadone di Stato come ha detto il nostro presidente Giorgia Meloni. FdI ritiene che all’Italia non serva l’elemosina del reddito di cittadinanza ma sia più utile ridurre le tasse ai lavoratori, ai pensionati e agli imprenditori che creano posti di lavoro. Inoltre, ad oggi, mancando ancora una seria riforma dei centri per l’impiego, direi che è assolutamente complicato che questo provvedimento possa entrare a sistema nel 2019.

 A lei che è originaria di Taranto non posso non chiederle un parere sui provvedimenti previsti per il Sud.

Guardi, la ‘mancetta’ del reddito di cittadinanza rimane l’unica misura di inclusione sociale che il governo ha in mente. Dalle parole del ministro Tria infatti, si evince la mancanza di una visione per il Mezzogiorno. Per le imprese, per le infrastrutture, per la formazione. Zero. Probabilmente l’interesse del Movimento 5 Stelle e’ aggiogare una parte di elettorato con il contentino della paghetta di Stato. Davvero il contrario di una concezione favorevole allo sviluppo e alla cultura d’impresa.

 Il M5S continua a fare la parola grossa sui temi economici.

Sì, purtroppo è così. Anche oggi in commissione la Lega è stata assolutamente assente su questi temi e questo ci preoccupa moltissimo in quanto la linea del M5S non è la linea del centrodestra e che la stessa Lega aveva sottoscritto in campagna elettorale. Il contratto di governo grillo-leghista ancora una volta si sta dimostrando un accordo al ribasso che va a discapito degli italiani. E per questa ragione, ci auguriamo che il governo sponda Lega si fermi e abbandoni le suggestioni elettorali del Movimento 5 Stelle.

 In conclusione…

Siamo ancora in tempo per correggere questa manovra, per scriverla meglio, per implementarla con una visione di futuro che ora manca. Noi di Fratelli d’Italia siamo disponibili a farlo per il bene della Nazione.