L’attacco dell’ex al M5S: «Siete una delusione, comandano le lobby gay»

mercoledì 10 ottobre 17:02 - DI Adriana De Conto

Una delusione. L’accusa è pesante, il M5S “fatto a pezzi” in un’intervista al vetriolo rilasciata al Giornale dall’avvocato Antonio Tanza, Presidente Nazionale l’associazione dei consumatori che ha l’ex numero uno Lainati tra i parlamentari del Movimento guidato da Di Maio. A comandare l’Italia sono «le lobby gay e massoniche» e i Cinquestelle sono solo degli «imbonitori», che hanno trasformato quello che doveva essere, nelle intenzioni di Casaleggio senior, un partito di Saggi in un partito di Casalino, deludendo ogni speranza in cui aveva creduto. Un attacco fortissimo, inaspettato. Sono le parole testuali usate da Tanza per descrivere la sua delusione. «Io inizialmente ero affascinato da loro, li ho votati e ho collaborato fianco a fianco con il giudice Imposimato. Ammiravo ed ero affascinato dai Cinque Stelle perché secondo le intenzioni nobili di Grillo dovevano eleggere i Grandi Saggi ma, purtroppo, ne hanno poi eletti troppo pochi. Si perché si sono eletti un po’ tra gli amichetti che girano nel Palazzo», leggiamo nel colloquio con il Giornale. Non hanno fatto nulla contro la burocrazia. «I Grandi Saggi che mi onoro di aver scelto con il giudice Imposimato, un elenco di duecento uomini e donne che avrebbero salvato l’Italia a costo zero, l’avrebbero realmente salvata perché professori universitari e magistrati di livello con nel sangue i valori della rettitudine, vedasi il dott. Antonio Esposito. Questi avrebbero portato in Italia una ventata di moralità ma li hanno lasciati a casa. Diciamolo chiaramente: i Cinque Stelle, in buona sostanza, hanno ripreso i vecchi burocrati che c’erano con il vecchio governo».

«Il Paese delle lobby»: il M5S ha deluso

Vecchi burocrati e soprattutto vecchie lobby, indica Tanza. E alla domanda se intraveda delle lobby precise al governo dei Cinquestelle, risponde: «In un Paese come l’Italia con la corruzione e l’illegalità, i Cinque Stelle potevamo rappresentavano il massimo affiancati dalla competenza, una competenza non partitocratica e lobbistica come sarebbe stata quella dei Saggi. Ma l’Italia invece, mi sa, continua essere il Paese delle lobby: da quella massonica a quella degli omosessuali». Ma anche nel M5S?, risposta: «Beh attualmente in tutti i partiti, e probabilmente anche tra loro, ci sono le lobby. Non devo essere io ad identificarle ma basta farsi un giro su Facebook …».

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