La Ue minaccia l’Italia: “Pagheranno gli italiani”. E Tria diserta l’eurovertice

Usa le parole con cautela ma senza lasciare spazio a equivoci: la manovra va adeguata ai paletti europei. Poi lascia intendere che proverà a convincere il ministro Tria a fare marcia indietro rispetto alla nota di variazione del Def.  Il quale, però, rientra anticipatamente in Italia disertando l’eurovertice, forse per dare un segnale. Fonti del Tesoro spiegano che Tria rientra in anticipo per potersi dedicare al completamento della Nota di aggiornamento al Def. Niente Ecofin, la resa dei conti è rinviata ma Tria, prima di rientrare in Italia, ha provato a rassicurare i partner.

Il solito Pierre Moscovici (nella foto), commissario europeo agli Affari economici, però, si mette di traverso rispetto alle ipotesi di manovra del governo italiano: “Il deficit fissato al 2,4% del Pil per i prossimi tre anni dall’Italia rappresenta una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni che erano stati presi” dal Paese”, sottolinea Moscovici, a margine dell’Eurogruppo a Lussemburgo. Se l’Italia con il bilancio 2019 stia violando le regole Ue “lo vedremo il 15 ottobre, ma da quello che so delle cifre, c’è evidentemente una deviazione della quale non posso valutare l’ampiezza, ma che è molto significativa: non vedo proprio come queste cifre possano essere compatibili con le nostre regole. Noi lavoriamo con Tria, che vedrò oggi, sulla base dell’1,6%. Con il 2,4% si può immaginare che il deficit strutturale non sia per niente, per niente orientato nella medesima direzione”, prosegue il commissario europeo agli Affari economici e finanziari. Poi arrivano le critiche dirette al governo: “Il governo italiano sembra privilegiare la spesa pubblica, che può rendere popolari nel breve termine e che può assicurare dei guadagni politici, ma alla fine ai cittadini bisogna dire la verità: chi paga? Sono sempre i cittadini italiani che pagano”.