La Ue ci boccia la manovra. Il premier Conte: “Non ci preoccupa, il Def è ok”

Come si prevedeva, l’attacco al governo italiano è concentrico: nello stesso giorno in cui la Ue boccia duramente la manovra, lo spread (di cui non si è mai parlato negli ultimi quattro anni) è alle stelle. “Ho ricevuto la lettera della Commissione europea. Oggi si apre il dialogo”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel corso di una conferenza stampa al Mef. Nella lettera si attacca duramente il documento elaborato dal governo italiano, definendo la manovra “una deviazione senza precedenti nella storia del Patto di stabilità”, come dicono i burocrati della Commissione Ue, che sottolineano un “non rispetto particolarmente serio” e intimano una risposta entro il 22 ottobre. Un vero e proprio ultimatum. Il premier Giuseppe Conte non cade nella provocazione e nella conferenza stampa replica pacatamente, malgrado l’aggressione dei giornalisti dem. “La lettera di osservazioni dell’Ue non può preoccuparci: ci avrebbe preoccupato se avessimo fatto una manovra temeraria. Ma la nostra manovra è ben pensata, ben costruita, ben realizzata ed è l’unico strumento che abbiamo per assicurare crescita economica e sviluppo sociale al nostro Paese. Ed è quello che continueremo a spiegare nel corso dell’interlocuzione che proseguirà con l’Ue. Non ci spaventa il dialogo – ha aggiunto – purché costruttivo e utile, e scevro da pregiudizi”. Per quanto riguarda l’attacco delle solite agenzie di rating, Conte replica: “Confidiamo che, conosciuta con attenzione la manovra economica, si possa contenere una valutazione negativa, questo senz’altro. Anzi, più correttamente confidiamo che si possa scongiurare una valutazione negativa”ha detto il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Bruxelles, in merito all’eventuale taglio del rating dell’Italia. Conte si toglie anche un sassolino dalla scarpa pur invitando alla prudenza: “Forse c’è stata qualche dichiarazione di qualche esponente delle istituzioni europee nel segno della improntitudine”, in merito alla manovra economica, ha detto il premier. “Ma la verità è che quando ho parlato con Jean-Claude Juncker”, ho riscontrato che “c’è piena consapevolezza che continuare a fare dichiarazioni fuori dalle sedi istituzionali opportune è assolutamente dannoso per le stesse istituzioni”. Anche il ministro Tria ha parlato: ”Il governo è pronto ad accogliere il contributo del parlamento” che si dovrà ”concentrare per migliorare la manovra”. Ma i saldi ”non si mettono in discussione”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel corso della conferenza stampa al Mef. Insomma, il governo responsabilmente sceglie di non andare allo scontro di fronte alle provocazioni di Bruxelles. Tuttavia, precisa ancora Conte, “la politica tra i vari ingredienti comprende anche il senso di responsabilità. Saremmo irresponsabili se non avessimo consapevolezza anche di un confronto con i mercati e con gli investitori. E il valore della stabilità – aggiunge – è importante da questo punto di vista. E’ un valore che ci sta a cuore”.

Salvini: alla Ue piacevano le manovre di Monti…

Immediato il commento di Matteo Salvini, che tutto questo se lo aspettava: “La prima manovra economica del cambiamento a Bruxelles non piace, le altre, quelle di Monti, Gentiloni e degli altri invece gli piaceva”, dice Matteo Salvini, parlando in piazza Matteotti a Bolzano. E aggiunge: “C’è una Europa che non vede l’ora di metterci i bastoni tra le ruote” che sulla manovra ci chiede di “rivedere, emendare, rimandare”, mentre “qua c’è un Paese che deve marciare compatto, un Paese che ha voglia, ci sono gli italiani che vogliono liberarsi dalle cartelle esattoriali”. Salvini ha poi ribadito: “Nessun trucco. Legge di bilancio e decreto fiscale sono passati in Consiglio dei ministri all’unanimità. Nessuno ha votato contro. Anche perché quello che chiamate condono, un condono non è. Piuttosto, a me non piace questa storia della sanatoria edilizia a Ischia”. Lo ha puntualizzato il vice premier e ministro dell’Interno smentendo i sospetti di una trama leghista per ampliare il perimetro del condono fiscale. Anzi, di rimando, il leader della Lega punta il dito contro l’emendamento M5S – inserito nel decreto su Genova – che sana gli abusi edilizi a Ischia, a seguito del terremoto del 2017. “Ho dato disposizione ai miei di opporsi a quella roba lì”, taglia corto Salvini.