La sponda di Cacciari a Salvini: «L’Ue si calmi. A questo governo non c’è alternativa»

Non ha alcuna voglia di espatriare, critica la manovra ma non «criminalizza» e del governo dice: «Non c’è alternativa». Soprattutto, invita l’Europa a «darsi una calmata». Massimo Cacciari analizza la situazione politica italiana e, se non fa sconti al governo, punta però l’incide principalmente contro Bruxelles, che «ci minaccia, ma non ha né la l’interesse né la forza di farci male con vere sanzioni».

«L’Europa deve darsi una calmata», ha avvertito il professore in una lunga intervista con La Verità, nella quale ha spiegato che «se a Bruxelles sono così dementi da alzare i toni ed evocare ancora la Troika e commissariamenti vari, servono la vittoria elettorale a Matteo Salvini e Luigi Di Maio su un piatto d’ argento. Si rivoterebbe a febbraio e vincerebbero a mani basse». Non che la manovra non sia criticabile. Per Cacciari è «molto rischiosa», perché «si basa sulla macroballa che l’aumento del debito possa essere compensato dall’ aumento del Pil». «Ma sullo sforamento del deficit, non criminalizzo: lo hanno fatto anche gli altri governi. Quindi non spariamo frasi allarmiste. E restiamo calmi», è stato l’invito del filosofo, per il quale al governo attuale «non c’è alternativa».

«Non vedo altre maggioranze. O meglio: l’alternativa è la catastrofe alla quale comunque ci stiamo avviando. Ma i problemi non arriveranno dall’Europa, bensì dai mercati», ha chiarito Cacciari, secondo il quale ne usciremo «come sempre, arrangiandoci. Pescheremo dal nostro risparmio privato». In un’orizzonte neanche troppo lontano, infatti, il filosofo vede la patrimoniale. «Non so quale governo si ritroverà con il cerino in mano, se questo o un altro. Ma succederà», è stato il pronostico di Cacciari, convinto del fatto che «se davvero la crisi si aggravasse e avessimo difficoltà a collocare il debito pubblico, temo che ci sarà un prelievo forzoso sui conti, come ai tempi di Giuliano Amato».

Per il professore però le colpe non sono dei «buracrati»: «Il problema non sono loro, ma i capi di Stato e di governo», che «non riescono ad accordarsi su una sola questione essenziale». L’Europa dunque andrebbe rifondata, anche per porre un argine ai quei mercati che ne minacciano gli Stati, altrimenti «torneremmo a un’accozzaglia di staterelli, ancora più impotenti dinanzi a queste potenze economiche, i quali avranno solo la forza di massacrarsi a vicenda». Un percorso che in Italia, per Cacciari, appare difficile, anche per l’assenza di europeisti credibili: «Certo, se poi il Partito democratico si presenta alle prossime elezioni semplicemente dicendo: “Difendiamo l’ Europa”, beh, allora si merita di crollare al 5 per cento».

Nel Pd «finora le hanno sbagliate tutte. Si sono agganciati al liberismo negli ultimi 30 anni, sul lavoro, sulle istanze sociali, hanno consegnato le battaglie della sinistra addirittura ai 5 stelle», ha aggiunto Cacciari, che all’interno del governo non nasconde una preferenza per la Lega. «Sul piano dell’ equilibrio economico, Salvini è sicuramente più rassicurante. La Lega può tranquillamente aggiustare la manovra e salvare la faccia con la sua base elettorale. Invece il Movimento 5 stelle ha fatto promesse più costose: imploderebbe. Del resto si fonda solo sulla rabbia». E del commissario Pierre Moscovici che «ha evocato gli anni Trenta» parlando di «qualche piccolo Mussolini» che si aggira per l’Europa, Cacciari cosa pensa? «Ecco, appunto. Ma quali Mussolini. Questi non sono neanche la controfigura. Non paragoniamo le grandi tragedie del Novecento, fascismo, comunismo, alle nostre miserie di oggi», ha chiosato il professore.