La Crusca va alla guerra: «Basta parole inglesi nelle leggi italiane»

L’Accademia della Crusca si mobilita e si porta addirittura «in prima fila», a disposizione delle istituzioni e del governo per dire la sua «ogni qual volta si profili la possibilità di un intervento vantaggioso per il sostegno, lo sviluppo e la crescita della lingua italiana di oggi, nella nostra società». E, allo stesso tempo, la Crusca si dichiara «pronta a difendere l’italiano contro chiunque, nei casi in cui qualcuno fosse tentato di emarginare la nostra lingua, di diminuirne il prestigio, di sottrarle spazi che le spettano».

Il linguista Marazzini: «Troppi anglicismi nelle nostre leggi»

A rispolverare toni tanto decisi da sembrare persino bellicosi, ma evidentemente i tempi e la situazione lo richiedono, è il linguista Claudio Marazzini, presidente della secolare e prestigiosa istituzione fiorentina, fondata nel 1583 per custodire la purezza della lingua di Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio. Nel suo appassionato intervento, Marazzini ha sciorinato il lungo elenco di quel che ha bonariamente definito «incidenti». In realtà, si tratta di veri e propri abusi di parole straniere da parte dei parlamentari nella scrittura delle leggi. Sotto la sua lente sono finiti i tanti «termini forestieri non chiari, anzi spesso oscuri introdotti nelle leggi e normative italiane». Ad ascoltarlo, fra i tanti, anche il premier Giuseppe Conte, in visita ufficiale all’Accademia della Crusca. «La sua presenza – ha detto Marazzini – ci fa sperare nel sostegno pieno del suo governo, nel quadro di una politica linguistica nazionale che spesso è stata carente e contraddittoria. La sua presenza ci fa bene sperare per il futuro».

Il premier Conte ospite dell’Accademia della Crusca

Un caloroso benvenuto prontamente ricambiato da Conte, che ha definito la propria presenza «un doveroso omaggio a una grandissima istituzione e alla lingua italiana». Conte è il primo premier in carica a far visita all’Accademia della Crusca. Dopo aver tenuto una lezione su “Lingua e diritto“, il premier non ha mancato di lasciare in suo ricordo una battuta prima di congedarsi: «Mi farà piacere tornare a parlare anche di lingua e politica, ma per ora sono solo pochi mesi che sto facendo questa esperienza».