La Crusca va alla guerra: «Basta parole inglesi nelle leggi italiane»

martedì 9 ottobre 16:22 - DI Redazione

L’Accademia della Crusca si mobilita e si porta addirittura «in prima fila», a disposizione delle istituzioni e del governo per dire la sua «ogni qual volta si profili la possibilità di un intervento vantaggioso per il sostegno, lo sviluppo e la crescita della lingua italiana di oggi, nella nostra società». E, allo stesso tempo, la Crusca si dichiara «pronta a difendere l’italiano contro chiunque, nei casi in cui qualcuno fosse tentato di emarginare la nostra lingua, di diminuirne il prestigio, di sottrarle spazi che le spettano».

Il linguista Marazzini: «Troppi anglicismi nelle nostre leggi»

A rispolverare toni tanto decisi da sembrare persino bellicosi, ma evidentemente i tempi e la situazione lo richiedono, è il linguista Claudio Marazzini, presidente della secolare e prestigiosa istituzione fiorentina, fondata nel 1583 per custodire la purezza della lingua di Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio. Nel suo appassionato intervento, Marazzini ha sciorinato il lungo elenco di quel che ha bonariamente definito «incidenti». In realtà, si tratta di veri e propri abusi di parole straniere da parte dei parlamentari nella scrittura delle leggi. Sotto la sua lente sono finiti i tanti «termini forestieri non chiari, anzi spesso oscuri introdotti nelle leggi e normative italiane». Ad ascoltarlo, fra i tanti, anche il premier Giuseppe Conte, in visita ufficiale all’Accademia della Crusca. «La sua presenza – ha detto Marazzini – ci fa sperare nel sostegno pieno del suo governo, nel quadro di una politica linguistica nazionale che spesso è stata carente e contraddittoria. La sua presenza ci fa bene sperare per il futuro».

Il premier Conte ospite dell’Accademia della Crusca

Un caloroso benvenuto prontamente ricambiato da Conte, che ha definito la propria presenza «un doveroso omaggio a una grandissima istituzione e alla lingua italiana». Conte è il primo premier in carica a far visita all’Accademia della Crusca. Dopo aver tenuto una lezione su “Lingua e diritto“, il premier non ha mancato di lasciare in suo ricordo una battuta prima di congedarsi: «Mi farà piacere tornare a parlare anche di lingua e politica, ma per ora sono solo pochi mesi che sto facendo questa esperienza».

Commenti

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  • pernici@mercurio.it 14 ottobre 2018

    Sono contrario anche alle lezioni tenute solo in inglese nelle università italiane, con la nostra lingua si possono descrivere tutte le innovazioni scientifiche e tecnologiche

  • paolaiesus@tin.it 11 ottobre 2018

    D’ACCORDISSIMO!!!!
    Io fin da giovane (ora sono vecchia..) sono stata innamoratissima della lingua italiana, ho comprato tanti dizionari, sinonimi e contrari, ecc.
    A scuola facevo i temi spesso senza nessun errore, tant’è vero che
    la professoressa mi chiese una volta se avevo provato a “scrivere..”.
    Aggiungo anche, all’obbligo di togliere l’inglese, l’obbligo di togliere le
    denominazioni strazianti: “sindaca, ministra, ecc.”
    PER PIACERE!!!!!!

  • ribellumm@hotmail.it 10 ottobre 2018

    La mania anglofona ha fatto danni irreparabili, purtroppo, basti pensare che prima la televisione si dava da fare per insegnare a tutti l’italiano, adesso anche nelle pubblicità si ascoltano bestialità inaudite… Sembra quasi che chi parla inglese sia più intelligente… Ma purtroppo spesso non sanno nemmeno parlare un corretto ITALIANO !

  • carlapasi@libero.it 10 ottobre 2018

    non è possibile che la maggior parte delle parole dette dai politici e dai giornalisti siano in inglese.Fra l’altro la nostra lingua è ricchissima di vocaboli e quella inglese no.Non tollero che mi si parli usando parole inglesi, così, fingo di non capire anche se non è vero.Poi mi viene da aggiungere: l’Inghilterra non ha voluto l’euro ed ora se ne va dall’Europa , perchè dobbiamo essere succubi, anche dove non è necessario, dell’inglese?

  • mgtrieste47@gmail.com 10 ottobre 2018

    Basta con l inglese non tutti. Grazie a Dio lo sanno, io adese. Io ad esempio non l ho mai imparato eme ne vanto…. Siamo in Italia, scriviamo e parliamo italiano
    Forza Accademia della crusca…. Italiano soprattutto nelle leggi e nelle scuole..
    Maria Gabriella miccoli

  • avvpaolopieraccini35@gmail.com 10 ottobre 2018

    Meno male che la nostra gente si sta svegliando dal sonno che l’ha colpita dopo il secondo conflitto mondiale

  • avvpaolopieraccini35@gmail.com 10 ottobre 2018

    Meno male che la nostra gente si sta svegliando dal sonno che l’ha colpita dopo il secondo conflitto mondiale

  • Madda39@gmail.com 10 ottobre 2018

    Io ho 80 anni e sono laureata in teologia. Conosco molto bene sia il latino che l’italiano, ma neppure una parola di INGLESE perché, ai miei tempi, c’erano le Leggi fasciste che proibivano lo studio di quella lingua. Troppo tardi ho capito che senza l’inglese non avrei più capito le istruzioni degli elettrodomestici, gli articoli di certi quotidiani, le notizie di certi TG, MA MAI POTEVO PENSARE CHE NON AVREI COMPRESO LE LEGGI DEL MIO BEL PAESE!
    Mi sento umiliata e tagliata fuori!
    E’ un uso snobbistico quello di adoperare l’inglese, proprio per umiliare i tanti italiani, del tempo che fu, che hanno fatto l’ITALIA del dopoguerra, dicendo loro in faccia:”Non capisci? peggio per te brutta vecchia pronta per il cimitero!

  • avvpaolopieraccini35@gmail.com 10 ottobre 2018

    Assistiamo ad una e vera invasione della lingua inglese, a mio avviso una cosa vergognosa.Il Sole 24 Ore segna il record di quei giornali che inframezzano ogni frase con parole in lingua inglese.

  • rtr1335@gmail.com 10 ottobre 2018

    Coraggio Italiani veri,fra qualche anno entreranno nella nostra stupenda lingua l’arabo.

  • info@mirocle.com 10 ottobre 2018

    FINALMENTE ! ! ! ero sicuro che prima o poi qualcuno col cervello acceso avrebbe preso questa decisione. Speriamo che riguardino un po’ anche alcuni plurali del tipo : la ministra, la vigila, la generala, la capitana la tenenta ecc. ecc .

  • Giampietro Zilio 10 ottobre 2018

    Prima di tutto dovrebbe essere un obbligo che le leggi italiane siano scritte in italiano e poi non tralascerei neanche un invito alla carta stampata di non abusare di certi anglicismi!

  • lamberto.lari@hotmail.it 10 ottobre 2018

    Cazzarola era ora! basta con l’esterofilia, basta con le vie scritte solo in tedesco come a Bolzano e zone limitrofe. Basta con francesismi e inglesismi W L’ITALIA ,W GLI ITALIANI W, LA NOSTRA LINGUA !!!!

    • Giampietro Zilio 10 ottobre 2018

      Pienamente d’accordo!

  • 10 ottobre 2018

    Finalmente.Non se ne può di tanti eufemismi stranieri,sia nella promulgazione di leggi e di interventi vari.
    Diamo risalto alla nostra bella lingua e facciamo in modo che tutti capiscano il significato di tante parole.

  • adriano.agostini@fastwebnet.it 10 ottobre 2018

    Figuriamoci se non sono d’accordo. Lasciamo le idiozie ai renziani…

  • fablomovip@libero.it 10 ottobre 2018

    Ah , finalmente !

  • cesco.sanna@tiscali.mail.it 9 ottobre 2018

    era ora che si svegliassero…..

  • 9 ottobre 2018

    Hanno ragione la lingua Italiana e bellissima

  • max.bialystock@libero.it 9 ottobre 2018

    FINALMENTE!!!!

    • Madda39@gmail.com 10 ottobre 2018

      …ma ormai dall’ONU viene considerata alla pari di un dialetto, infatti è stato deciso di eliminarla dai rapporti inter-statali e la CRUSCA, in quel caso, non ha mosso un dito!
      Nei libretti d’istruzione di qss elettrodomestico non c’è più!
      La persona italiana che non conosce l’inglese, non potrà fare né politica, né carriera in alcun campo!