«La Bce ci ricatta e la Cgil gli presta il fianco»: Becchi polverizza la Camusso

Chi l’avrebbe mai detto? La Cgil e Mario Draghi sulla stessa trincea contro la manovra economica del governo Lega-M5S. Uno strano connubio. L’Italia è stretta in una morsa tra l’Ue che ci boccia e la Bce di Mario Draghi che ha già fatto sapere che, in caso di crisi di liquidità, non ci aiuterà: ebbene, in questa situazione di evidente impasse vedere la Cgil con la sua leader Camusso in procinto di mobilitarsi contro questa manovra che vuole superare la Fornero e dare qualcosa in tasca a chi sta peggio (indipendentemente dalle valutazioni nel merito) desta sorpresa assai.  Vedere il sindacato sulle posizioni dei poteri forti non è cosa da tutti i giorni. Contro il Def si scaglia la Cgil, che con Susanna Camusso annuncia una mobilitazione contro la manovra. Due notizie che hanno indotto il Professor Paolo Becchi, ex ideologo dei cinquestelle e peraltro molto critico del movimento, a twittare contro  Draghi e sindacato insieme.

«La Cgil da Di Vittorio a Draghi»

Scrive Becchi: «Da una parte la Bce ci ricatta. Dall’altra il sindacato gli presta il fianco, e anziché opporsi ai soprusi a danno dei lavoratori – in primis Jobs Act, Fornero e Fiscal Compact – si mobilita contro il primo governo che li contrasta». Dunque, la conclusione che polverizza la Camusso: «La Cgil è passata da Di Vittorio a Draghi». Una Cgil paradossale e suicida. Non stupisce, pertanto, il calo pesante di iscrizioni e soprattutto il voto dei suoi tesserati, a valanga passati alla Lega. Dove vogliono arrivare? Intanto la manovra un miracolo l’ha già fatto: mettere d’accordo Draghi e Camusso…