Juncker si rimangia la minaccia: «Mai paragonato l’Italia alla Grecia»

«L‘Italia è in una situazione difficile». È  un passaggio dell’intervista di Jean-Claude Juncker,  al quotidiano austriaco Kurier. Però il tono del  presidente della Commissione europea è più pacato rispetto a quello die giorni passati. «Il governo dovrà sottoporre il proprio bilancio alla Commissione entro il 15 ottobre. Lo valuteremo e, se necessario, proporremo modifiche sine ira et studio», dice assicurando che non ci saranno pregiudizi nell’esame. «Siamo in una procedura normale». Staremo a vedere. Certo è però che il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e il titolare agli Affari economici Pierre Moscovici hanno già bocciato la manovra in una lettera inviata al governo italiano. «Il Def a prima vista sembra costituire una deviazione significativa dal percorso di bilancio indicato dal Consiglio Ue il che è motivo di seria preoccupazione». Di qui l’intimazione:  «Chiediamo alle autorità italiane di assicurare che la manovra sia in linea con le regole fiscali comuni» della zona euro.

Juncker sembra però più cauto. Significativo è il fatto che il  presidente della Commissione  di Bruxelles si rimangi, in questo passaggio dell’intervista, una minaccia lanciata qualche giorno fa agli italiani: attenti a non fare la fine dei greci. «Io -dice ora- non ho mai paragonato l’Italia alla Grecia». La furia è smaltita. E, forse, non solo quella…