Juncker si rimangia la minaccia: «Mai paragonato l’Italia alla Grecia»

sabato 6 ottobre 13:22 - DI Mariano Folgori

«L‘Italia è in una situazione difficile». È  un passaggio dell’intervista di Jean-Claude Juncker,  al quotidiano austriaco Kurier. Però il tono del  presidente della Commissione europea è più pacato rispetto a quello die giorni passati. «Il governo dovrà sottoporre il proprio bilancio alla Commissione entro il 15 ottobre. Lo valuteremo e, se necessario, proporremo modifiche sine ira et studio», dice assicurando che non ci saranno pregiudizi nell’esame. «Siamo in una procedura normale». Staremo a vedere. Certo è però che il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e il titolare agli Affari economici Pierre Moscovici hanno già bocciato la manovra in una lettera inviata al governo italiano. «Il Def a prima vista sembra costituire una deviazione significativa dal percorso di bilancio indicato dal Consiglio Ue il che è motivo di seria preoccupazione». Di qui l’intimazione:  «Chiediamo alle autorità italiane di assicurare che la manovra sia in linea con le regole fiscali comuni» della zona euro.

Juncker sembra però più cauto. Significativo è il fatto che il  presidente della Commissione  di Bruxelles si rimangi, in questo passaggio dell’intervista, una minaccia lanciata qualche giorno fa agli italiani: attenti a non fare la fine dei greci. «Io -dice ora- non ho mai paragonato l’Italia alla Grecia». La furia è smaltita. E, forse, non solo quella…

Commenti

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  • massimilianorock@yahoo.it 9 ottobre 2018

    Lo avranno minacciato di scordarsi i vini italiani, ecco perche’ si e’ rimangiato la parola

  • roccoangela60@yahoo.it 7 ottobre 2018

    Ma quando ha paragonato l’Italia alla Grecia era sobrio?

  • claudia.pittol@libero.it 6 ottobre 2018

    Chiedo solo un dono a Babbo Natale: ” ti prego, ti prego fallo stare zitto”

  • chiarinil@racine.ra.it 6 ottobre 2018

    gli sarà passata la sbornia

  • picopico2@libero.it 6 ottobre 2018

    persone che fanno le pulci all’italia e poi spendono miliardi dei contribuenti europei per mantenere due strutture una a bruxells e l’altra strasburgo per fare un piacere ai francesi, perchè la seconda non la chiudono così cominciano loro a farci risparmiare