Juncker apocalittico: «Reazioni violente nella Ue se non blocchiamo l’Italia»

«Non abbiamo ancora messo in questione il bilancio dell’Italia. Abbiamo lanciato degli avvertimenti, forse prematuri. Se accettassimo tutto quello che il governo italiano propone, avremmo delle controreazioni virulente in altri Paesi della zona euro». Ancora una volta il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, in un’intervista concessa a Bruxelles a media audiovisivi italiani, non è tenero con l’Italia, anche se puntualizza: «Che io sarei contro l’Italia è un’idiozia, una menzogna».

«Se la Commissione Europea tollerasse dei “dérapages”, degli sbandamenti, dell’Italia rispetto alle regole di bilancio Ue, sarebbe ricoperta di “insulti e invettive in altri Paesi europei»,  sottolinea il presidente della Commissione. In un contesto internazionale, premette Juncker, ogni “governo che arriva deve rispettare la parola data” dai suoi predecessori. «E soprattutto loro (il governo Conte, ndr), che hanno adottato essi stessi le raccomandazioni che la Commissione ha fatto per il 2018 e 2019. Se accettassimo dei dèrapages rispetto alle regole europee, è vero che in certi Paesi ciò avrebbe come conseguenza che saremmo coperti di insulti e di invettive, perché la Commissione e io stesso siamo accusati, da più governi in Europa e da più gruppi nell’Europarlamento, di essere stati troppo flessibili con l’Italia». In ogni caso, prosegue il commssario, l’Unione Europea “non” potrebbe sopravvivere senza l’Italia. «Constato che il governo italiano, come la società italiana, oggi esclude del tutto l’uscita dell’Italia dall’Europa. Senza l’Italia l’Europa non sarebbe più l’Europa: l’Europa ha bisogno dell’Italia, come l’Italia ha bisogno dell’Europa». Poi svela un retroscena: «Ho presieduto la conferenza intergovernativa nel 1991 che ci ha condotti verso il trattato di Maastricht e verso l’Unione economica e monetaria – afferma Juncker – ho fatto di tutto, quando c’erano delle resistenze molto forti in certi Stati membri, ad avere l’Italia come membro della zona euro fin dall’inizio. Ero ministro delle Finanze allora: ho ricevuto i primi ministri e i ministri delle Finanze di almeno otto Paesi europei che non volevano l’Italia. E io ho sempre detto che non volevo l’euro, se l’Italia non era sulla linea di partenza», conclude.

Sulla manovra italiana la Commissione Ue non si sbilancia: «La Commissione europea analizzerà nel dettaglio il documento per avviare un costruttivo confronto con l’Italia». Nel ricordare che il provvedimento è arrivato entro le scadenze previste (la mezzanotte di ieri), il portavoce ha chiarito che la manovra italiana non è tra i temi in agenda al vertice dei leader Ue di domani a Bruxelles ma se la questione venisse affrontata anche il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker “prenderà parte” alle discussioni. Ad ogni modo, conclude il portavoce, “la nostra posizione” sul provvedimento “arriverà dopo, nel quadro delle regole Ue”.