In Arabia? No, in Veneto: è allarme niqab e burqa

giovedì 4 ottobre 19:53 - DI Guido Liberati

Il consigliere regionale veneto Alberto Villanova del Gruppo Zaia Presidente con una nota inviata ai ministri con una nota inviata ai ministri Salvini e Bonafede, si è fatto portavoce di numerosi cittadini del comune di Pieve di Soligo (Treviso) i quali hanno segnalato numerosi casi di donne di religione islamiche che indossano costantemente il burqa o il niqab.

Le persone devono essere riconoscibili

Come ricorda il consigliere Villanova «nella seduta del Consiglio Regionale del 31 gennaio 2017 è stata approvata una proposta di legge già trasmessa al Parlamento che impone il divieto di indossare burqa e niqab al pari di caschi protettivi o di qualsiasi altro mezzo che renderebbe difficoltoso il riconoscimento delle persone nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. Il progetto di legge statale modifica la legge 22 maggio 1975 n. 152 sul travisamento, legge che ad oggi non risulta adeguata alle nuove esigenze in materia di sicurezza. Gli attacchi terroristici degli ultimi anni ci hanno dimostrato quanto la prevenzione possa risultare essenziale per impedire azioni violente».

 

Il divieto per la tutela delle donne e per la sicurezza

«Nella nota inviata ai ministri – spiega Villanova – chiedo, anche alla luce di quanto segnalato dai cittadini di Pieve di Soligo, un fattivo intervento per colmare un vuoto normativo finalizzato a modificare le vigenti disposizioni normative al fine di ampliare il rispetto della dignità umana verso le donne e contestualmente di incrementare il livello di sicurezza sul territorio nazionale vietando l’uso di indumenti che nascondano il volto di una persona».

Commenti

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  • gianni.derocco@libero.it 11 ottobre 2018

    IL COMMENTO CHE RIPORTO SPIEGA MOLTE COSE

    La più Esilarante giustificazione a favore dell’uso del burqa:

    “vietare l’uso del velo integrale alle donne, significa costringerle a casa. La difesa dei loro diritti passa attraverso politiche di integrazione sostenute con l’impegno di tutti, ma soprattutto di tutte noi, unite, coese, solidali e sorelle.”

  • Rtrbs@icloud.com 5 ottobre 2018

    Essere troppo tolleranti in nome del multiculturalismo sarebbe un errore grave, non dobbiamo cedere sulla sicurezza e sulla parità per le donne .Altrimenti , dal momento che fanno molti figli, rischiamo di lasciare ai pochi nostri un paese islamizzato e questo sarebbe la fine della democrazia e della cultura europea.

  • ftrohxxajdk@tenypk.com 5 ottobre 2018

    fermiamo l’islamizzazione del nostro paese prima che sia troppo tardi. Cacciamoli via.

  • claudia.pittol@libero.it 5 ottobre 2018

    Il mio papà ha fatto, mandato dal governo, la guerra del Montenero, sotto i bourka c’erano uomini con fucili. La gente deve essere riconoscibile, se non ti piace torna a casa

  • roccoangela60@yahoo.it 5 ottobre 2018

    In Italia le persone devono essere riconoscibili con volto scoperto,se questi islamici vogliono coprirsi dalla testa ai piedi se ne andassero nei loro Paesi di provenienza,qui non abbiamo bisogno di incontrare “fantasmi coperti da lenzuola”che sicuramente terrorizzano pure chi le incontra… dov’è la legge italiana?