Il sindaco di Riace: ma quale icona, il suo modello umilia le donne

Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, sul quale grava l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, resta agli arresti domiciliari. Dopo l’interrogatorio di garanzia, infatti, i suoi difensori non hanno presentato al gip alcuna istanza di rimessione in libertà. Gli avvocati intenderebbero rivolgersi direttamente al Tribunale della Libertà. Intanto il pm di Locri Luigi D’Alessio replica ai difensori del primo cittadino e alle stesse osservazioni di Lucano:  “Il sindaco di Riace Mimmo Lucano ha detto che si tratta di reato di umanitàVeramente non ho trovato nel codice questo reato. Non è che quando si commette un reato per motivi di particolare valore morale o sociale il reato non è più tale, sempre reato resta”. Spiega inoltre che l’inchiesta è cominciata quando c’era il governo Gentiloni e che dunque sono ridicole le accuse all’attuale esecutivo di aver voluto mettere a tacere un simbolo della lotta pro-migranti. “Non accetterei condizionamenti da nessuno e non mi faccio tirare per la giacca – continua Luigi D’Alessio – Mimmo Lucano ricorda Marco Pannella per la disobbedienza civile? Non mischierei la lana con la seta.

A leggere bene le intercettazioni sulla base delle quali viene messo sotto accusa il suo “modello Riace”, Lucano appare assai spregiudicato nel combinare matrimoni fasulli, compreso quello tra una nigeriana e un settantenne incapace di intendere e volere che poi non venne celebrato perché quest’ultimo non ricordava nemmeno il nome della donna con cui volevano farlo sposare. Di tale intercettazione è stata diffusa sui social una riscrittura arbitraria da parte di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova. Ma l’intercettazione originaria fa comprendere molto bene quanto Mimmo Lucano si ritenesse del tutto svincolato dagli obblighi di legge e come fosse pronto pur di far ottenere un permesso di soggiorno a scavalcare la dignità delle persone che si rivolgevano a lui per un aiuto.

Questo il testo dell’ordinanza di custodia: “Nel pomeriggio del 9 settembre 2017 il Lucano descriveva con estrema disinvoltura ad alcune ragazze in visita per studiare il “sistema Riace” il meccanismo da lui escogitato, e già messo in atto, per facilitare tramite matrimoni di comodo la permanenza illegittima in Italia di cittadine straniere. L’indagato aggiungeva peraltro che, ai fini della riuscita dell’espediente, egli stesso aveva illecitamente accelerato le procedure previste per l’ottenimento dei documenti necessari: – conversazione nr. 542, r.i.t. nr. 304/17, registrata alle ore 17:00 del 22 luglio 2017 all’interno degli uffici dell’associazione Xxxx yyyy: «[…] Lucano: … questa qua è una che non è vero niente che ha il fratello … omissis … questa ragazza nigeriana è stata diniegata tre volte, per cui con il nuovo decreto Minniti deve andare via … praticamente è stata diniegata, l’unica possibilità per rimanere era quella di sposarsi con un cittadino … questo qua si chiama Xxxx yyyy, mi ha chiamato la sorella, non è tanto … poverino, anzi devo dire la verità ha votato per me … mi sono barattato … l’unica cosa … mi ha detto così io ti voglio votare però mi devi trovare una fidanzata … te la trovo, (…) ora questa ragazza … siccome abbiamo fatto altre cose così a Riace per ottenere i documenti … io la carta d’identità gliela faccio subito, siccome sono responsabile come sindaco di oltre tremila abitanti, anche dell’unità amministrativa, di quell’ufficio sono responsabile io, ufficio anagrafe e stato civile e quando mi dicono che devono andare per il sopralluogo i vigili, non c’è bisogno, li conosco io, sopralluoghi non esistono a Riace, ne rispondo io, ne rispondo io direttamente, il permesso di soggiorno è provvisorio, facciamo tutto, non c’è il problema che scade … io le detesto queste cose e una volta che sono responsabile … finché mi dura mi diverto, mi diverto ad aggredire queste stupidaggini, anzi vorrei andare oltre. Abbiamo fatto un altro matrimonio con la consapevolezza che un’altra ragazza anche lei nigeriana, che si chiama Xxxx yyyy, si è sposata con uno che si chiama Xxxx yyyy, Xxxx yyyy è una bella ragazza, lui è piccolino così, mai avuto donne … questa è venuta da xxxx a Riace, si è integrata qua … omissis …

“donna n.m.i.: e quindi quando fate questi matrimoni tra giovani e vecchi? Lucano: allora praticamente Xxxx yyyy era preoccupata perché dice … vedi che è un matrimonio finto, levatelo dalla testa che chiedi qualcosa in cambio e c’era consapevolezza … incompr … o Dio, un pensiero lontano lui ce l’ha visto che ti aiuto, in cambio … invece in questo caso qua del fratello (della donna che lo ha contattato al telefono XXXX YYYY) questo (“Xxxx yyyy”) è convinto che la prima notte se la porta a casa, invece quella (“Xxxx yyyy”) non vuole andare, vuole solo per i documenti, io gliel’ho detto, si chiama Xxxx yyyy, stai attenta che poi non succeda qualche fesseria che poi si convince … loro il dramma che vivono … il fatto di dover tornare in Nigeria è un fallimento e allora fanno qualsiasi cosa! […]

Lucano: …addirittura Xxxx yyyy … questa Xxxx yyyy Xxxx yyyy … voleva sposarsi lei con un matrimonio tra donne, però poi abbiamo visto che … praticamente Xxxx yyyy non era di questo progetto di Riace, Xxxx yyyy le ha dato un passaggio quando faceva la prostituta, l’ha recuperata e poi le abbiamo dato una casa, non c’entra con lo SPRAR o con il CAS, l’abbiamo presa dalla strada e ora le volevamo risolvere anche questo problema, però poi abbiamo visto che se sono due donne o due uomini non vale ai fini del permesso di soggiorno … perché per me era bello come sindaco fare il primo matrimonio tra due donne”. 

Così continua il testo dell’ordinanza: “Nel corso dell’incontro con le suddette visitatrici l’indagato riceveva una telefonata dalla sorella del Xxxx yyyy, la quale gli manifestava tutta la sua perplessità in ordine sia all’opportunità che il congiunto convolasse a nozze con una donna ben più giovane di lui, sia al vero scopo del matrimonio, peraltro organizzato assai frettolosamente e senza che i familiari dell’uomo ne fossero stati previamente informati. Nel pomeriggio del 12 settembre 2017 il Lucano, evidentemente impensierito dalla precedente conversazione con la sorella di “Xxxx yyyy”, informava quest’ultimo e soprattutto la Xxxx yyyy sulle conseguenze dell’atto che stavano per compiere: – conversazione nr. 1789, r.i.t. nr. 304/17, registrata alle ore 16:00 del 12 settembre 2017 all’interno degli uffici dell’associazione Xxxx yyyy: «[…] Lucano: (rivolgendosi alla ragazza) … Xxxx yyyy: si, io vado a casa Lucano: Poi Xxxx yyyy il matrimonio sai com’è? … come capita, può darsi che vada bene. Hai visto tuo fratello Xxxx yyyy, quella se n’è andata, l’ha lasciato qua, cosa vuoi che ti dica, questa è la vita … Xxxx yyyy: io le ho detto di restare sempre amici. pagina 81 di 129 Lucano: Io ti auguro che sia cosi, per me vi auguro con tutto il cuore, poi sono problemi vostri. Xxxx yyyy:vedi che mi ha chiamato la sorella (di “Xxxx yyyy”) … loro sono preoccupati perché sembra si tratti di una presa in giro, io gliel’ho detto che non posso fare nulla perché per me se tu vieni al Municipio e le carte sono apposto, io devo fare il mio dovere e non mi riguarda, il giorno dopo quando ve ne andate sono problemi vostri, capito? … io non c’entro proprio niente, faccio il mio dovere e basta. Alla sorella gliel’ho detto, mica sono bambini, sono grandi tutti e due. Vedi che dopo devi andare a vivere a casa sua, lo sai questo?

” A distanza di tre giorni, poi, il Lucano, al telefono con tale xxxx yyyy, la informava che il matrimonio più volte accennato non s’era alla fine celebrato, a causa della evidente incapacità di “Xxxx yyyy” di manifestare un valido consenso (dimostrata dal fatto che l’uomo non ricordasse nemmeno il nome della sposa): – conversazione nr. 26247, r.i.t. nr. 293/17, registrata alle ore 16:50 del 15 settembre 2017 ed intercorsa tra le utenze telefoniche in uso al Lucano ed a Xxxx yyyy: «[…] Lucano:  Il problema che quando Xxxx yyyy ha chiamato alla Questura hanno detto che il matrimonio … come si chiama … il matrimonio tra donne e donne, tra uomo e uomo non vale ai fini del permesso di soggiorno … non vale. Allora che cosa hanno escogitato di trovare uno di Riace che si chiama Xxxx yyyy, lo chiamiamo noi in dialetto, che ha quasi 70 anni ed è uno che … un po’ si capisce che ha dei problemi no … non è tanto capace di intendere e di volere … andava sempre in campagna … sono morti i genitori e vive con il fratello … Allora praticamente lui Xxxx yyyy è di stato civile libero, lei … io gliel’ho detto quasi come ho fatto con tutti e veramente … è un aggredire la procedura perché in pratica per fare il matrimonio noi dovremmo chiedere … i documenti dove si attesta che chi fa il matrimonio è di stato civile libero, cosi dice la legge, che quindi si può sposare … che non è già sposato e quando non c’è l’hanno per i richiedenti asilo o per i rifugiati io gli dico va bene, fatemi una autocertificazione … un atto che fate voi dove dichiarate di essere liberi per cui ti puoi sposare e quindi già questo siamo ad un livello … dopo di che noi facciamo le pubblicazioni … quando abbiamo fatto il matrimonio nella fattispecie qua … lui non sapeva neanche come si chiama lei… Mi è sembrato… c’erano tante persone, sono venute quasi a fare come un film, a ridere … ti dico la verità in 13 anni io non ho mai fatto queste cose però ieri ho detto no, scusatemi, io non posso, ve lo dico chiaro davanti a tutti, c’erano almeno 30-40 persone, non è possibile che tu ti sposi e non sai come si chiama la tua fidanzata, tua moglie …”. 

Il sindaco si ferma solo perché sarebbe stato un matrimonio talmente farsesco da trasformarsi in commedia cui l’intero paese voleva assistere. Dice infatti di non essersela sentita perché erano venuti in 30-40 a ridere, a godersi lo spettacolo. Queste intercettazioni non sono sfuggite anche a esponenti della sinistra femminista che non vogliono saperne di trasformare Lucano in un eroe del “restiamo umani”. Tra queste anche la giornalista e scrittrice Marina Terragni, che su Fb ha scritto: “C’erano molte cose che il sindaco di Riace avrebbe potuto tentare per salvare quelle donne: lottare per la cittadinanza alle vittime di tratta, scegliere una clamorosa protesta non-violenta. Invece ha pensato che il “male minore” fosse prostituirle a vecchi e minorati psichici. “Moderata prostituzione” per poter campare. No, non è accettabile. Non lo è”.