Il prof è una maschera di sangue: l’alunno 13enne lo ha preso a pugni per un richiamo

L’anno scorso aveva spintonato e insultato dal professoressa d’inglese nelle ore di recupero; stavolta è andato anche oltre, aggredendo a pugni in faccia l’insegnante che lo riprende ancora una volta dopo averlo allontanato dalla classe e fatto rientrare. Una scena violenta, quella a cui hanno assistito gli alunni di una seconda media di Treviglio che, terrorizzati dall’aver visto il compagno di classe aggredire il prof, si sono precipitati nella classe accanto per chiedere aiuto e rinforzi per l’insegnante in difficoltà. Dopo quanto accaduto il docente, sgomento, ha dichiarato: «Non mi era mai successo». L’allievo violento, intanto, è stato sospeso dall’istituto.

Prof aggredito da alunno 13enne

Il prof, residente a Cologno Monzese, aveva cominciato a insegnare da poco in quella scuola: giovedì,scorso era solo la sua prima lezione in quell’aula e da subito si è ritrovato a dover fronteggiare quell’alunno conosciuto per le sue intemperanze che aveva dato filo da torcere ad altri docenti in passato e che, per questo, è un personaggio parecchio temuto pure dagli studenti dell’istituto. Come loro, dunque, anche l’insegnante alle prese col nuovo incarico è stato da subito costretto a gestire e contenere il Lucignolo di turno che, non contento di aver disturbato la lezione e di essere stato cacciato fuori dall’aula, una volta rientrato si è messo a tirare palline di carta al prof al lavoro.

Un’aggressione violenta scatenata da un richiamo

A quel punto, come riferisce il Corriere della sera che all’accaduto ha dedicato un ampio servizio, «quando il docente si è avvicinato dicendogli di uscire, è avvenuto l’impensabile. Il 13enne lo ha aggredito a sberle e calci sferrandogli un pugno in faccia tra gli sguardi terrorizzati dei compagni». Qualche ragazza è scoppiata in un pianto a dirotto, e qualcun altro non credeva ai suoi occhi vedendo il volto dell’insegnante sfigurato dai colpi inferti nonostante gli il pfof indossasse gli occhiali. Il dolore e i segni erano talmente evidenti che l’uomo ha addirittura temuto, a un certo punto, che gli fosse stato rotto il setto nasale. Intanto si apprende sempre dal Corriere, «come già successo ad aprile, la scuola — che sulla vicenda tiene una linea di massima riservatezza — ha provveduto anche in questo caso a sospendere per tre settimane l’allievo». Basterà a fargli capire la gravità delle sue azioni?