Il piano segreto di Salvini per ammazzare lo spread: un “bazooka” italiano…

La frase non svela nulla ma lascia intendere molto: «Non staremo fermi, abbiamo più di un’idea sul problema dello spread. Io sono convinto che gli italiani siano pronti a darci una mano», dice Matteo Salvini, a margine dell’incontro del G6 a Lione: «La forza dell’Italia, che nessun altro degli amici seduti al tavolo oggi ha, né i francesi, né gli spagnoli, è un risparmio privato che non ha eguali al mondo. Per il momento è un risparmio – conclude – silenzioso, che viene investito in titoli stranieri». Ecco l’asso nella manica dei giallo-verdi: se lo spread dovesse continuare a salire Di Maio e Salvini potrebbero lanciare un appello senza precedenti agli italiani, chiamarli alla mobilitazione, chiedergli di imvestire sul proprio futuro e sul governo che hanno votato. Come? Acquistando titoli di Stato italiani, a scapito di quelli stranieri.

Fungere da “bazooka”, insomma, come quello usato da Draghi con la Bce, il “quatitative easing”, l’acquisto di titoli italiani per bilanciare l’innalzamento dello spread. Ma gli italiani aderirebbero all’appello? Secondo i sondaggi, che danno il M5S e la Lega intorno al 60%, si direbbe di sì. Ma i rischi legati a un possibile default “greco” dell’Italia non spaventerebbero i piccoli risparmiatori italiani?
Salvini, intanto, va avanti a testa bassa, anche contro quelli che considera “gufi” dello spread: «Non credo alle invasione aliene, alle scie chimiche e ai complotti. Prendo atto che tutti i colleghi europei vogliono un’Italia che cresce e nessuno ha detto mezza parola contro la manovra», dice il ministro dell’interno, al termine della riunione del G6 a Lione: «Noi andiamo avanti, non esistono piani b, c o d. Indietro non si torna».