Il Pd pensa alle mense di Lodi mentre esplodono bombe. Cosa è successo davvero

Gridano all’apartheid. Il servizio di Piazzapulita sul caso Lodi, 200 bambini figli di stranieri esclusi dalla mensa scolastica e dalla scuolabus per questioni burocratiche, è un assist perfetto per il Pd a corto di argomenti contro il governo razzista e intollerante di Salvini-Di Maio.

Ora il Pd pensa solo a Lodi

Nel giorno dell’attentato alla sede della Lega in Trentino la dirigenza dem soffia sul fuoco senza spendere una sola parola di solidiarietà al Carroccio per l’attentato notturno che ha mandato in frantumi la sede leghista dove in serata è atteso il ministro Salvini per un tour elettorale. A dare il là sui social alla montatura, “poveri bambini discriminati perché neri”, è Matteo Renzi seguito da Maurizio Martina. «Vedere dei bambini discriminati alla mensa scolastica per ragioni economiche fa male al cuore. La politica basata sull’odio e sulla paura genera mostri. Quello che sta accadendo a #Lodi – e grazie a Corrado Formigli per il servizio video che trovate qui – per me è disumano». Così su Instagram l’ex premier e senatore dem si straccia le vesti per lo scandaloso episodio, «dicono: zitti voi, siete minoranza. Sì, siamo minoranza. Ma non staremo zitti, non rinunceremo mai a essere civili. A essere umani. Chiamiamo le cose con il loro nome: quella di Lodi è una vergogna nazionale». Non è da meno il segretario del Pd che affida le sue preoccupazioni per la tenuta della democrazia a Facebook: «Ho solo una domanda: come fa ad addormentarsi sereno un sindaco che caccia bambini da una mensa scolastica? A quale livello di meschinità siete arrivati? Cosa aspetta il governo a intervenire? Ministro Bussetti risponda subito alle interrogazioni urgenti del Pd e fermi questa vergogna. Subito». Nel reportage andato in onda su La7, dal titolo di sicuro impatto emotivo “Niente più bambini stranieri a scuola”, si racconta di bimbi costretti a mangiare in stanze separate da quelle dei loro compagni italiani e a percorrere ogni mattina chilometri a piedi per raggiungere la scuola. Colpa della burocrazia, però, più che della vocazione all’apartheid dei pericolosi leghisti-sovranisti. Tutto nasce da un regolamento firmato dal sindaco Sara Casanova che richiede alle famiglie straniere di presentare un documento del paese d’origine che attesta l’assenza di proprietà e di beni.