Il nigeriano ferito da Traini nel raid di Macerata finisce in manette. Di nuovo

Ormai è famoso, almeno tra gli agenti delle forze dell’ordine e tra i magistrati che con lui hanno a che fare, praticamente ininterrottamente: fatto sta che il nigeriano ferito da Traini nella spedizione punitiva messa in atto a Macerata nel febbraio scorso è stato arrestato ieri nuovamente per spaccio. Lo straniero, appena un mese fa, era stato intercettato e sottoposto a dei controlli anti-droga dagli agenti che poi pensò bene di aggredire brutalmente a calci e pugni

Il nigeriano ferito da Traini nel raid di Macerata di nuovo in manette

Nuovi fermi, stessa violenza: ci risiamo. Ancora ieri, un’operazione anti droga condotta dalla polizia di Macerata si è conclusa con l’arresto, (un altro…) di Gideon Azeke, il 27enne nigeriano salito ai disonori della cronaca per essere stato uno dei sei stranieri feriti nel raid compiuto da Luca Traini lo scorso 3 febbraio. Ma stavolta spedizioni punitive e questioni interrazziali non c’entrano assolutamente nulla con l’ultimo fermo dell’extracomunitario, questa volta concluso su disposizione del gip di Macerata Rosanna Buccini dopo che l’immigrato nigeriano è stato fermato con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Ancora. Già, perché come noto a chi segue la cronaca di rilevanza non solo prettamente locale, lo straniero era già finito in manette per resistenza e violenza a pubblico ufficiale appena un mese fa: in molti ricorderanno infatti che lo scorso 17 settembre – come ricordano in queste ore sia il sito del locale Il picchio, sia quello de il Giornale che rilanciano la notizia del nuovo fermo del giovane nigeriano – «nell’ambito dell’operazione “Scuole sicure”» il nigeriano aveva aggredito con ferocia inaudita «gli agenti in borghese che volevano sottoporlo ad un controllo, prendendone due a calci e pugni e ingoiando un involucro contenente, probabilmente, droga». I due poliziotti violentemente aggrediti, va detto, finirono in ospedale da cui uscirono con una prognosi di lesioni guaribili in giorni 15 ciascuno…

Aveva patteggiato sul primo fermo ed era tornato in libertà. Fino a ieri

In quel caso, l’uomo aveva poi patteggiato una pena a un anno e 10 mesi, tornando in libertà con l’obbligo di firma. Ma le indagini, come registra puntualmente il quotidiano milanese diretto da Sallusti, «coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio e condotte dalla Squadra Mobile sotto la direzione di Maria Raffaella Abbate, hanno accertato numerose azioni criminali, circa 80, da parte dello straniero e tutte legate a cessioni di eroina fin dall’ottobre 2017 e continuate anche dopo il fermo del mese scorso». Un monitorato speciale particolarmente attivo, insomm,a il nigeriano 27enne, che ieri, grazie alle numerose prove raccolte nel corso delle indagini incessantemente portate avanti dagli inquirenti, è nuovamente tornato ad essere destinatario di una misura cautelare emessa dal giudice Giovanni Manzoni. Dunque, gli agenti  della Squadra Mobile – probabilmente stavolta preparati ulteriormente, visti i precedenti, alle possibili reazioni inconsulte dell’extracomunitario – sono andati a prelevare il nigeriano nel parco di Fontescodella, luogo dove lo straniero risultava solito accamparsi e bivaccare, e l’hanno accompagnato nel carcere a di Montacuto ad Ancona, lo stesso istituto di pena in cui è detenuto anche Traini, condannato solo pochi giorni fa a 12 anni di cella.