I negozi di cannabis light nel mirino del governo. Fontana: «La droga fa schifo»

«La droga fa schifo». Non ha usato mezzi termini il ministro alle Politiche per la famiglia con delega alla droga, Lorenzo Fontana, oggi a San Patrignano in occasione della seconda giornata dei WeFree Days. Il ministro, che ha aperto il forum “Da 40 anni recupero, prevenzione, educazione: eroi o folli?”, ha spiegato che «stiamo cercando di riattivare il dipartimento antidroga che dovrà fare molta strada anche insieme al ministero dell’Istruzione».

«Vengo da un quartiere che ha visto molti ragazzi venire qui a San Patrignano, ragazzi che venivano da famiglie difficili, alcuni miei compagni scuola, e proprio perché ho vissuto da vicino questo problema sento l’urgenza di combattere la battaglia contro la droga», ha raccontato Fontana, per il quale «se una cosa fa male non capisco come mai dovremmo renderla accessibile». Fontana quindi ha detto la sua in merito ai negozi di cannabis light, alla luce della ricerca presentata ieri proprio a San Patrignano che ha messo in evidenza come da 20-30 grammi di cannabis light sia possibile estrarre una quantità di Thc alterante. «Ho chiesto all’Istituto Superiore di Sanità – ha spiegato il ministro – di vedere lo studio perché servono dei dati per far capire quali sono i pericoli legati alle sostanze vendute nei negozi. Stiamo monitorando la situazione. Questa è chiaramente anche una battaglia culturale che faremo come istituzione e con realtà come voi che considero fondamentali».

Sul tema è intervenuto anche  il direttore del Moige, Antonio Affinita, spiegando che «dobbiamo lavorare sui cattivi maestri, autori di una sottocultura sul web, sui social, portata avanti da rapper a cantanti che strizzano l’occhio alla droga». «Dobbiamo lanciare un grido forte per dire no in tutte le piazze. Non esiste la droga light», ha spiegato il direttore del Movimento genitori italiani, sottolineando che «non possiamo accettare le bugie del marketing». «Dobbiamo far sentire la nostra voce senza compromessi, la cannabis light ha diminuito la percezione del rischio in Italia. Manca la condanna della società, mancano le istituzioni. Il 98 per cento dei ragazzi che arrivano a San Patrignano ha cominciato con la cannabis», ha poi spiegato il responsabile della prevenzione di San Patrignano, Antonio Tinelli, per il quale «il marketing delle droghe e della criminalità organizzata sa lavorare benissimo. Oggi la tossicodipendenza ha 14 anni, si muore per overdose a 16 anni». «Due – ha concluso – i nostri obiettivi: alzare la percezione del rischio, che non può essere garantita nel momento in cui abbiamo la cannabis light, e dare a tutti gli studenti d’Italia la possibilità di essere informati».