Grande Guerra, FdI non dimentica gli eroi italiani: l’intervento in Aula (video)

giovedì 4 ottobre 11:19 - di Guglielmo Federici

L’Italia non dimentica i suoi eroi, gli eroi della Grande Guerra. Il partito dei patrioti non li dimentica e in uno splendido intervento in una Camera presieduta Da Fabio Rampelli, il deputato di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, rievoca il sacrificio di tanti nostri eroi e insieme punta il dito contro una certa Italia immemore.  «Manca poco -appena un mese – al 4 novembre, anniversario della vittoria nel 1918 della Grande Guerra che ha fatto dell’Italia «una Nazione libera e unita. Scandaloso che le istituzioni non abbiano fatto nulla per ricordare questo anniversario. Ma Fratelli d’Italia non dimentica i suoi eroi», dice De Carlo. Un po’ di Storia in Parlamento, un po’ di senso patriottico, non crediamo alle nostre orecchie! Una bella lezione per ricordare valori come coraggio, abnegazione, sacrificio, il valore di una vittoria che cementò tanti italiani «dalle Alpi alla Sicilia». Anni difficili, anni in cui la fame mordeva, «ma mai si perse la dignità, unitamente a una certa idea d’Italia.

Grande Guerra dimenticata

E l’Italia che fa? Per ora nulla, niente di significativo per ricordare la Grande Guerra. Incita De Carlo: «Manca un mese, siamo ancora in tempo? Forse sì:  ci aspettiamo – ad esempio – che la Rai possa rendersi protagonista di qualche iniziativa di valore e significato per questa occasione». Un intervento tutto da ascoltare.

Commenti

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  • gibiasiotto@libero.it 5 ottobre 2018

    Il re Vittorio Emanuele III, come ricorda il sig. Cervini, fu.l’artefice della vittoria nella Grande Guerra e portò a compimento l’unità d’Italia. Mi sembra opportuno che, in occasione del centenario, in ogni città italiana venga intitolata una via o una piazza a questo grande re.

  • Rodolfo Ballardini 5 ottobre 2018

    Molti lettori si seccheranno. Normalmente concordo con Fd’I, sono convinto che l’on. Meloni sia la migliore politca che lo stivale annoveri tra i parlamentari e meriterebbe la presidenza del consiglio. Ma sulla I G.M dissento. Eroi o poveri ignoranti mandati al macello per una causa assurda? Sarebbe ora di inquadrarla con maggiore obiettività e senso storico. La guerra l’ha voluta e spinta la casa savoia per meri interessi di corona, dopo aver ben valutato le regalie che gli inglesi, i soliti maneggioni, promisero al re sciaboletta. Gli inglesi da tempo volevano penetrare in europa e a diore il vero iniziarono con garibldi il banditod ei due mondi. Infatti, tradendo l’alleanza, Vittorio Emanuele III dichiarò la guerra solo nel maggio del 1915, un anno dopo. Non vi era alcuna necessità di attaccare l’impero austroungarico, tanto più che il Kaiser, documenti alla mano, aveva offerto il Tirolo di lingua italiana al re d’Italia. Tanto meno ai welsch tirolesi interessava nulla del regno italico, a cominciare da mio nonno, bilungue, che obtorto collo, dovette farsi la guerra nel 2° Rgt Kaiserjaeger e ne avrebbe fatto a meno, per difendere il territorio dagli invasori, giacchè tali erano i militari italiani. I quali, quasi al 90% analfabeti e semianalfabeti, rerstarono sorpresi nello scoprire che l’analfabetismo era inesistente in Tirolo, avendo a suo tempo l’imperatrice Maria Teresa, siamo solo a cavallo del 1700-1800,decretatto la nascuta della scuola obbligatoria per tutti. Così come le puerpere scopriranno che la mortalità infantile in casa Savoia era elevatissima, siamo ad oltre il 200 per mille, mentre in Tirolo si aggirava sul 15% avendo il Kaiser istituito le scuole per ostetriche sicchè in ogni paese ve ne era una abilitata. E poi storicamente i comandi italiani deportarono migliaia di tirolesi all’interno delòla penisola e non fecero mai ritorno. Altro dettaglio,i militari italiani presi prigionieri subirono la fame perchè il governo italiano rifiutò di inviare cibarie ritenendoli o vili o disertori. Poi i primi ad entrare a Trento il 3 novembre furono gli inglesi ed il Tirolo di lingua ladino-tedesca fu annesso solo nel 1919 come fatto politico. In più, nella scuola elementare del paese, pluriclasse nel senso che la maestra aveva bambini di varie età, arrivò un insegnante siciliano il quale a mal pena parlava l’italiano. Ed ancora, la posta per Vienna andava diretta, mentre con l’Italia passava da Milano. Un velo pietoso sul decreto che imponeva l’obbligo della lingua italiana, il divieto di parlare il dialetto, o il tedesco o il ladino, il cambio dei cognomi, il cambio della toponomastica e via dicendo. Fatti che dimostrarono alla popolazione, che amava il suo Kaiser, che quella italiana era un’occupazione vera e propria. I circa 15 mila tirolesi prigionieri e deceduti all’asinara, tra gli altri, sono un ben triste esempio. L’Italia ha di fatto cancellato la parte tirolese della belligeranza. Il che non è nè giusto nè onesto.

  • fornaromario@libero.it 5 ottobre 2018

    Memoria del passato doverosa, anche se di guerra (l’Italia ha avuto circa 650 mila Caduti). Ecco uno dei ‘Bollettini’ della Vittoria:”Il discorso del Generale Armando Diaz sulla vittoria del 4 novembre 1918 e la chiusura delle ostilità.
    “Alto Commando, mezzogiorno del 4 novembre 1918.
    La guerra contro l’Austria-Ungheria che iniziò il 24 maggio del 1915, sotto la nobile guida di Sua Maestà il Re, Capo Supremo dell’Esercito Italiano, inferiore di numero ed equipaggiamento il cui valore e fato venne mai meno durante i 41 mesi di lotta, è vinta.
    La grande battaglia ingaggiata il 24 ottobre ultimo ed alla quale presero parte 51 divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una ceco-slovacca ed un reggimento americano contro 73 divisioni austro- ungariche è terminata. Una fulminea avanzata del 29° Corpo d’Armata su Trento con l’intento di bloccare la ritirata delle armate nemiche nel Trentino, sopraffatte dalle truppe della VII Armata ad ovest e da quelle delle I, VI e IV ad est, determinò ieri il completo collasso del fronte avversario.
    Dal Brenta al Torre, l’inarrestabile slancio della XII e della X Armata e delle divisioni di Cavalleria, stanno ulteriormente spingendo indietro il nemico già in rotta. Sua Altezza Reale il Duca d’Aosta sta avanzando rapidamente nella pianura in testa alla sua invincibile III Armata, determinata a ritornare sulle posizioni che già aveva vittoriosamente conquistato e mai perso.
    L’Esercito austro-ungarico è sconfitto; ha sofferto pesantissime casualità durante l’ostinata resistenza dei primi giorni e durante l’inseguimento. Ha perso considerevoli quantitativi di materiali di vario genere ed anche interni magazzini e depositi. Ciò che rimane di uno dei più potenti eserciti del mondo sta ritirandosi in disordine e senza speranza nelle valli che aveva disceso con ferma sicurezza”.(Ndr: questo ‘Bollettino’ -scritto d’impeto- subì alcune modifiche nella versione ufficiale, più nota che passò alla Storia ed è scritta su libri e su lapidi).

    • 5 ottobre 2018

      Complimenti per il promemoria
      .

  • mariosmanca35@gmail.com 5 ottobre 2018

    Ieri, festa di S. Francesco – tuttora invocato come PATRONO D’ITALIA – grande festa presso i Frati Francescani. Accanto al Convento di S. Angelo a Milano (Via Moscova / Corso di Porta Nuova) sorge la Caserma dei Carabinieri, che come ogni anno vengono a rallegrare la festa con la banda. Ieri mi son permesso di chiedere ai Militi della Benemerita di suonare la Leggenda del Piave, dato che quest’anno ricorre il Centenario della Vittoria. Mi sono sentito rispondere che il momento “non è tra più opportuni” e mi hanno promesso che il 4 Novembre sarà suonata in Galleria Vittorio Emanuele alle 12.15, Povera Italia! E dopo tutto ciò ci si scandalizza ancora se un ignorante burino e cafone come Umberto Bossi (ricordo ancora quando lo disse, nel settembre 1995) disse a una donna che sventolava un Tricolore: “Quello straccio lo infili nel WC”?! Vergogna marcia!
    Mario Salvatore Manca

  • carlo.cervini@venetolavoro.it 5 ottobre 2018

    Onore ai 632.000 caduti, di cui 80.000 dispersi e al 1,5 milione di feriti , di cui 420.000 mutilati ed invalidi…………fu un sacrificio immane che riscattò l’Italietta di Caporetto e dei peggiori che seguiranno. Da veronese Docg un ringraziamento particolare al Re soldato Vittorio Emanuele III° che imponendo la linea difensiva Valsugana-Monte Grappa-Montello e il Piave fino al mare salvò da distruzione certa la meravigliosa città di Verona che sarebbe stata l’epicentro difensivo della linea Adige-Mincio fino al mare, una specie di Stalingrado del 1918. Ungrazie e una precie.

  • cappi.roberto@yahoo.it 4 ottobre 2018

    Grande intervento!!! Perche’ ora, onorare la PATRIA e i suoi eroi…ti danno del fascista, che degrado!

    • giovanni.gesia@comune.sangiulianomilanese.mi.it 5 ottobre 2018

      MEGLIO ESSERE FASCISTA CHE UN comunista, E IO LO SONO COME DICEVA L’INDIMENTICABILE GIORGIO ALMIRANTE…..!!!!…..

  • giorgio.precetti@alice.it 4 ottobre 2018

    finalmente la memoria più giusta-