Gli italiani non hanno tempo per la Moka: Bialetti rischia la chiusura (video)

 

Per intere generazioni di italiani ha rappresentato il rito mattutino del caffè. Bialetti, la sua moka, promossa dall’omino coi baffi nei mitici Caroselli della tv in bianco e nero, rischia di chiudere.

I conti in rosso emergono dai “risultati consolidati al 30 giugno 2018”. «I ricavi consolidati del primo semestre 2018 – si legge nella nota – sono pari a 67,3 milioni di euro rispetto a 76,6 milioni di euro del medesimo periodo del 2017 e registrano una riduzione del 12, 1%. “Il risultato netto di Gruppo del primo semestre 2018 è negativo per 15,3 milioni di euro rispetto al risultato negativo di 1,6 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente».

Numeri che risentono «principalmente della generale contrazione dei consumi – spiegano dall’azienda nel comunicato -, che si è registrata sul mercato interno ed estero, nonché della situazione di tensione finanziaria che ha determinato ritardi nell’approvvigionamento, nella produzione e nelle consegne di prodotti destinati alla vendita».

Con la Moka si risparmiano 500 euro l’anno

Segno dei tempi, con le cialde e le capsule che hanno preso il sopravvento. Il consumatore di caffè non ha neanche più tempo per prepararsi la classica Moka. Preferisce affidarsi alle macchine che con pochi gesti consegnano un caffè standard. E poco importa al consumatore medio che la differenza economica sia davvero notevole. Gli esperti del sito Qualescegliere.it hanno ipotizzato la spesa media annua di un nucleo familiare di due persone che consumano due caffè a testa al giorno: la moka classica risulta quella più economica con una spesa media di 193 euro (la versione elettrica 220 euro); segue la macchina a cialde con un costo di circa 372 euro.  Un autentico salasso per quella a capsule (tanto per intenderci quella pubblicizzata fino a poco tempo fa da George Clooney): per consumare 4 espressi al giorno bisogna spendere circa 693 euro, una cifra molto alta se si considera che il prezzo della macchina corrisponde a meno di un sesto del budget totale.

Il Carosello dell’Omino coi Baffi

È il 1933 quando dal genio di Alfonso Bialetti viene alla luce Moka Express. Dal design Art Decò rivoluziona il modo di preparare il caffè a casa e permette all’azienda, grazie anche all’ambizione dei figlio Renato, di affermarsi immediatamente tra i principali produttori italiani di caffettiere. La notorietà del marchio viene ulteriormente consolidata grazie ai rilevanti investimenti pubblicitari su Carosello, noto programma televisivo italiano, e alla comunicazione incentrata sull’immagine dell”Omino con i baffi‘, nato negli anni ’50 dalla matita di Paul Campani, che ne diviene il simbolo e tutt’oggi è presente sia sul marchio del Gruppo Bialetti Industrie che applicato sui prodotti del brand Bialetti.