Giornalista bulgara che indagava sui fondi Ue: un rom confessa il delitto

Si è detto colpevole il sospetto accusato dello stupro e dell’uccisione della giornalista televisiva bulgara Viktoria Marinova. A darne notizia sono state fonti della giustizia bulgara. «Sì, sono colpevole. Non posso credere di averlo fatto. Lo rimpiango», ha dichiarato l’imputato ventenne durante l’udienza, dove ha spiegato di aver agito sotto l’influenza di droghe ed alcol ed ha assicurato che non conosceva la vittima. Il corpo della giornalista e presentatrice è stato trovato in un parco lungo le rive del Danubio nella città bulgara di Ruse vicino al confine con la Romania il 7 ottobre. La donna era uscita per fare jogging.

Il killer ha confessato ma non ricorda niente

I segni sul suo cadavere non lasciavano spazio a dubbi: la donna, infatti, era stata prima violentata e poi strangolata. L’autore del barbaro omicidio sarebbe stato identificato in Severin Krasimirov, un cittadino bulgaro di etnia rom. Secondo la ricostruzione della polizia bulgara, dopo l’aggressione, il senzatetto è fuggito in Romania, quindi in Germania, dove vivono diversi suoi parenti. Ad arrestarlo è stato quindi la polizia tedesca.

Giornalista bulgara uccisa: rom e straniero è il colpevole perfetto

Il reo confesso è il colpevole perfetto per archiviare un giallo che aveva destato gravi imbarazzi non solo a Sofia, ma anche a Bruxelles. La Marinova, nonostante la giovane età (30 anni) ha lottato a lungo contro la corruzione diffusa nella politica bulgara. In particolare, con le sue inchieste su una tv locale, si era dedicata negli ultimi tempi alla questione dei fondi europei.