Fioccano le denunce per la maglietta di Predappio. Selene Ticchi: mi scuso, ho sbagliato

Si muove il Museo di Auschwitz per il caso della maglietta indossata a Predappio il 28 ottobre da Selene Ticchi con la scritta “Auschwitzland”. La donna è stata denunciata a un tribunale polacco: la notizia è stata data dal parlamentare del Pd Emanuele Fiano che si trova in visita a Auschwitz con una delegazione parlamentare. “Ho gia detto che quella t shirt è disgustosa e chi l’ha indossata ha compiuto una provocazione inaccettabile” dice il parlamentare di origine ebraica che annuncia una denuncia anche in Italia contro la Ticchi. Quest’ultima rischia anche una denuncia da parte della Disney che, informata sul caso della maglietta, ha diffuso tramite il suo ufficio clienti un giudizio molto severo: “Grazie per averci contattato – si legge nella risposta a un attore romano, Federico Mancini,  che ha informato del caso la multinazionale – vogliamo che sappia che troviamo questa t-shirt, e ciò che rappresenta, riprovevole e ripugnante. Abbiamo grande cura nel proteggere il nostro copyright e indagheremo ulteriormente”.

Selene Ticchi, espulsa da Forza Nuova e condannata anche da CasaPound per il suo lugubre esibizionismo, intervistata dal Corriere della sera, ha cercato di giustificarsi: «Ho sbagliato e chiedo scusa, ma ci sono t-shirt antifasciste che sono anche peggiori. Pensavo fosse solo black humour, non volevo mancare di rispetto a nessuno. Inoltre, credo che l’Italia abbia problemi più gravi, come dimostrano gli omicidi di Pamela Mastropietro e Desirée Mariottini». Ha poi affermato di avere indossato la prima maglietta che ha trovato nell’armadio e che quella t-shirt le è stata regalata. Giustificazioni poco convincenti a fronte del messaggio dirompente contenuto in quell’abbigliamento offensivo.