FdI: «Province, il governo sia coerente e rispristini il voto diretto di consiglieri e presidenti»

Il MoVimento 5 Stelle non parteciperà alle prossime elezioni provinciali. Lo ha annunciato oggi lo stesso Luigi Di Maio, pubblicando un post nel quale ha spiegato: “Le Province non sono mai state abolite: hanno solo tolto il diritto di voto ai cittadini. Così come sono, non funzionano e sono uno sfregio alla sovranità popolare. Presto rivedremo le loro funzioni e la loro stessa esistenza. Il MoVimento 5 Stelle non parteciperà alle elezioni provinciali coerentemente con quello che abbiamo sempre detto”. Ritorna così il balletto sul superamento delle Province da una parte, o del superamento della legge Delrio dall’altra, a maggior ragione dopo la sonora bocciatura della riforma costituzionale Boschi-Renzi nel dicembre del 2016. “Basta propaganda sulle Province, bisogna tutelare il lavoro e garantire adeguati servizi ai cittadini” è stata l’immediata replica del segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, che ha precisato: “Dopo anni di attacchi al sistema dei servizi gestiti dalle Province, anni di tagli alle risorse che hanno messo in ginocchio questi enti, peggiorando le condizioni di lavoro di chi con mille difficoltà ha continuato e continua a garantire servizi ai cittadini, dal ‘governo del cambiamento’ registriamo la stessa vuota retorica sull’inutilità di questi enti – proseguito Bozzanca”. Mentre anche oggi, dall’Upi, arriva l’allarme sulla totale assenza di risorse per mettere in sicurezza le strade e le scuole di competenza del sistema delle Province.

Repliche a Di Maio anche dalla politica. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, e il capogruppo di FdI in commissione Attività produttive di Montecitorio, Marco Silvestroni hanno infatti diffuso una nota congiunta: “Anche oggi, puntuale, arriva il quotidiano annuncio di Luigi Di Maio. Stavolta riguarda le Province, le cui funzioni e la cui stessa esistenza il ministro promette di rivedere a causa dell’abolizione del diritto di voto dei cittadini. Ricordiamo a Di Maio – hanno sottolineato i deputati FdI – che durante l’esame del dl Milleproroghe, il governo ha dato parere favorevole al nostro ordine del giorno che chiedeva esattamente un impegno dell’esecutivo a superare la sciagurata legge Delrio del 2014 e prendere atto dell’esito del referendum del 2016, ripristinando il voto diretto per consiglieri e presidenti delle province e città metropolitane. Aspettiamo adesso il governo alla prova della coerenza politica, visto che presenteremo sia un pacchetto di emendamenti alla legge di bilancio per ridare dignità a quegli Enti anche attraverso un incremento di fondi, mezzi e funzioni, sia una nostra proposta di legge ad hoc per restituire ai cittadini il diritto di eleggere i propri rappresentanti territoriali. Infine, a Di Maio chiediamo: visto che ha annunciato che il M5S non parteciperà alle prossime elezioni provinciali a causa dell’abolizione del diritto di voto dei cittadini, come mai allora, pochi mesi dopo l’elezione a sindaco di Virginia Raggi, il Movimento non ebbe lo stesso sussulto sovranista e partecipò alle elezioni per la città metropolitana di Roma? Forse perché in quel caso la convenienza di cavalcare l’onda del consenso era più importante della difesa della sovranità popolare?” hanno concluso Lollobrigida e Silvestroni.