Emigrazione, la responsabilità dell’Ue e della Chiesa di cui pagheremo il prezzo

Riceviamo da Carlo Ciccioli e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

Il pensiero politicamente corretto della sinistra, della Chiesa, ma anche di molti benpensanti, dell’ex politica di centro, a cominciare dalla Merkel, ha stabilito che l’Europa, ma soprattutto l’Italia, dovesse accogliere milioni di immigranti, pochissimi profughi o rifugiati, il 90% migranti economici, alla ricerca del benessere occidentale comunicato nei Paesi poveri dalle televisioni attraverso il sistema satellitare. E’ naturale che chi ha condizioni di vita scadenti o addirittura nel perimetro della denutrizione e delle malattie cerchi per sè prospettive migliori. Come non condividerne l’aspirazione. E’ la soluzione che è catastrofica: andarsene. Non è un caso anche qui che la maggior parte dei migranti siano maschi giovani in ottima salute. I più deboli, quelli malati, gli anziani e i più bisognosi non se ne vanno, rimangono nelle loro terre. Cosa dicono la Chiesa Cattolica, ora a trazione cattocomunista, i filantropi del capitalismo di rapina, straricco, a cominciare dai Soros e dai Benetton, gli intellettuali, gli attori e il jetset che non rischia nulla: accogliamoli tutti! Ma sulle spalle del ceto medio, della piccola borghesia, dei quartieri operai di periferia, della povera gente.

Quei 4/5 miliardi di euro spesi ogni anno dall’Italia per accogliere i migranti avrebbero alzato il livello di vita delle fasce più deboli del popolo italiano. Ma una parte poteva anche costituire una leva per promuovere a casa loro l’economie dei Paesi sottosviluppati, promuovendo agricoltura intensiva, allevamento diffuso, radicamento di imprese, sfruttamento delle immense risorse minerarie in Africa. Aveva ragione da vendere Marco Pannella, quando oltre vent’anni fa, promuoveva la necessità dell’Occidente di investire nel cosiddetto terzo mondo. Purtroppo fu ascoltato solo di facciata, inviando pochi spiccioli, invece di promuovere un grande Piano “Marshall” per i paesi arretrati, anche se va rilevato che spesso quei soldi finivano alle cricche spregiudicate dei governanti africani e ai loro mediatori stranieri. Aveva ragione la Chiesa cattolica che per oltre mille anni aveva inviato missioni in tutto il mondo, non solo per promuovere la religione cristiana, ma anche per portare assistenza sanitaria, educativa, formazione scolastica e professionale nei paesi poveri.

Quella prospettiva è stata abbandonata su pressione dell’ideologia marxista trionfante. Errore gravissimo in cui i nuovi vertici del mondo cattolico, abbandonando la strada vecchia, hanno intrapreso la strada nuova soprattutto sulla spinta della Chiesa latino-americana, di cui guarda caso l’attuale Papa Francesco è esponente. Ma non mi basta l’analisi politica. La più drammatica è l’analisi sociologica. Cosa succede alla maggior parte dei migranti. Medici senza frontiere, un’associazione sicuramente a sinistra, forse più che all’estrema sinistra, afferma che il 60,5% dei migranti (dato del 25 luglio 2016) presenta dopo qualche tempo disagio mentale. Fatto assolutamente vero e testimoniato da uno psichiatra come me che lavora con ruolo apicale nel Servizio Sanitario Nazionale e che dirige un Dipartimento di Dipendenze Patologiche con oltre 100 dipendenti tra medici, psicologi, assistenti sociali, operatori ed infermieri. Come si spiegano situazioni “vomitevoli”, come direbbe il pessimo Macron, in cui migliaia di migranti violentano, rubano, spacciano, si drogano, si uccidono tra loro e aggrediscono gli altri, vivono come animali e peggio degli animali si comportano. Non è una condotta individuale di qualcuno, come si vuol sostenere. E’ un comportamento di massa che coinvolge centinaia di migliaia di persone che sradicate dal loro contesto di nascita, scaricate in un disagio esistenziale inaccettabile producono un “disturbo post traumatico da stress” che è diagnosi psichiatrica prevalente in quasi tutti loro. Allora, rarefatto il senso di realtà e di critica rispetto alle proprie azioni e dominati da idee spesso deliranti, (delirio viene da de-lira cioè l’aratro e significa “fuori dal solco”), ed impugnano il machete come Kabobo a Milano uccidendo 5 passanti a caso, o stuprando vecchie ottantenni nel parco come a Milano o dentro casa come in Sicilia o stuprando e uccidendo adolescenti sciagurate e drogate come la povera Pamela a Macerata o Desireè a Roma o stuprando in gruppo selvaggio sulle spiagge di Rimini, di Jesolo, della Puglia o del Lazio, creando una condizione di incubo nella vita dei quartieri delle periferie italiane, ma anche di alcune zone dei centri storici. Oppure fornendo manovalanza disperata, disposta a tutto per sopravvivere, alla criminalità organizzata o agli sfruttatori di lavoro nero. Gli apprendisti stregoni della nuova politica, dei nuovi diritti, delle nuove garanzie, fuori dalla Legge e dall’ordine, hanno creato mostri che colpiscono la nostra civiltà. Noi occidentali offriamo le nostre fasce di popolazione più debole, soprattutto psichicamente, in olocausto ai migranti allo sbando. Forse, prima di mettere in galera i migranti che delinquono, andrebbero arrestati proprio questi signori per favoreggiamento ed induzione a comportamenti criminali. Ma la nemesi di tutti i rivoluzionari è finire sotto la ghigliottina, come i signori della rivoluzione francese: ne avevano fatte troppe! Anche le nuove èlite ne hanno fatte troppe e la reazione è dietro l’angolo. L’elezione di Trump, contro tutte le previsioni e tutti gli scongiuri delle èlite culturali, economiche, affaristiche, giornalistiche e universitarie, ne è un sintomo. Così come la vittoria dei 5 Stelle e della Lega in Italia. E’ la rivolta del popolo naturale contro le nuove oligarchie finanziarie e culturali.