Elezioni, la Consulta: «La soglia del 4% alle Europee non è incostituzionale»

giovedì 25 ottobre 17:45 - di Redazione

Nessun abbassamento del quorum: la soglia di sbarramento del 4 per cento prevista per l’elezione dei membri italiani del Parlamento europeo non si tocca. Lo ha deciso proprio in queste ore la Corte costituzionale che ha giudicato «non fondate» le questioni di costituzionalità – sollevate dal Consiglio di Stato con riferimento al principio democratico, al principio di ragionevolezza e a quello di eguaglianza del voto – delle disposizioni della legge n. 18 del 1979 (come introdotte dalla legge n. 10 del 2009) che limitano l’accesso alla distribuzione dei seggi ai partiti che hanno ottenuto a livello nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi. La Consulta ha ritenuto che la previsione di questa limitazione non è manifestamente irragionevole e rientra pertanto nella discrezionalità del legislatore.

La Consulta era stata attivata dal Consiglio di Stato

Com’era prevedibile, la decisione della Corte ha immediatamente dato fuoco alle polveri. A parlare per tutti è l’avvocato Felice Besostri, tra i massimi esperti italiani di questioni elettorali: «Dal dispositivo della Consulta – attacca Besostri – emerge che la Corte ha giudicato nei limiti delle questioni di costituzionalità del Consiglio di Stato che non comprendeva la questione della compatibilità delle soglie di accesso in tema di legge elettorale europea all’interno del diritto europeo».

Besostri: «Valuterò se ricorrere alla Corte di Giustizia»

La decisione della Consulta dovrebbe aver chiuso qualsiasi possibilità di rivedere al ribasso la contestata soglia di sbarramento. Besostri, tuttavia, si concede ancora qualche spazio d’intervento: «Valuterò se porre la questione direttamente alla Corte di Giustizia europea di Lussemburgo», ha annunciato. A suo giudizio, esisterebbe infatti ancora possibilità di manovra dal momento che «la questione è di principio» e starebbe tutta nella incompatibilità tra «la soglia» ed il «Trattato di Lisbona» che, appunto, «prevede l’uguaglianza e la libera espressione del voto di tutti i cittadini europei». Besostri contesta la circostanza che la soglia sia prevista solo in Italia: «’Se ci fosse una norma uguale in tutti gli Stati che stabilisse la stessa soglia – ha spiegato – non ci sarebbe nulla da dire».

 

Commenti

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  • gdetoffoli@yahoo.it 26 ottobre 2018

    Troppi cani intorno all’osso. A forza di regole e contro regole per affermare che essi stessi sono indispensabili, garantendosi stipendi, appannaggi, pensioni… l’affermazione che taglia la testa alle controversie è: ” rientra pertanto nella discrezionalità del legislatore.” La burocrazia la deve smettere di attentare ala libertà del legislatore (politica)