Ecco le facce del debito pubblico italiano. Meditate gente, meditate

Meditate gente, meditate. Sul debito pubblico sappiamo tutti praticamente tutto. Tuttavia, pochissimo o nulla si sa su chi l’ha prodotta questa dannata montagna. Cosicché arrivano proprio a puntino i diversi, eppur meritori, elenchi proposti da  formiche.net e Il Fatto sui governi che più si sono distinti nel moltiplicare la spesa e con essa quello che sembra, almeno oggi, il problema dei problemi. Il cappio che stringe al collo l’Italia e le impedisce di tornare a crescere ha tanto di volti e di nomi. Lo spauracchio agitato da una Unione europea fasulla (che tra poco più di sette mesi potrebbe essere mandata a ramengo dai cittadini elettori titolari della sovranità) ha i suoi bravi e notissimi artefici. Certo, pur non raggiungendo le vette stratosferiche di Usa o Cina (che essendo vere potenze se ne infischiano!) il debito pubblico italiano è bello grosso. E così, è l’elenco a risultare rivelatore: Giuliano Amato, Mario Monti, Paolo Gentiloni, Enrico Letta, Lamberto Dini sono infatti i campioni di questa particolare classifica che prosegue e si dipana sino a inglobare  Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Bettino Craxi e Ciriaco De Mita. Ecco, se si vuol andare a vedere chi ha davvero prodotto il problema per il quale l’Italia è costantemente sott’accusa, basta andare a scorrere questa carrellata di personaggi noti. Tutti insieme, allegri artefici dei milioni di euro giornalieri di aumento del nostro debito pubblico che ha raggiunto gli oltre duemila e duecento miliardi attuali. Facce nuove e vecchie, ma tutte più che note. Personaggi -alcuni- tutt’ora ben inseriti nei palazzi del potere, persino ancora vogliosi di protagonismo politico. E soprattutto sempre pronti -tutti- a sparare a raffica contro il governo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, accusato di ogni sciocchezza e di qualsiasi nefandezza: a cominciare appunto da quella montagna di debito che porta in calce la loro firma autografa. Meditate gente, meditate.