«È italiana, niente soccorsi»: a San Marino l’ospedale blocca l’ambulanza

Una ragazza di 17 anni rimane coinvolta in un incidente stradale a Montelicciano al confine con la Repubblica di San Marino. Non sta bene, ha dolori per tutto il corpo. Viene chiamato il 118. Risponde la centrale operativa di Pesaro che invia un’ambulanza. Sono 22 chilometri di strada di montagna. Per arrivare ci vogliono circa 25 minuti. Sul posto, il medico constata che la ragazza potrebbe avere una gamba fratturata, forse un’anca, complicazioni alle ginocchia ed eventuali problemi interni. Va portata subito all’ospedale. Quello più vicino è a San Marino, distante tre minuti e mezzo di strada dal punto dell’incidente. Il Resto del Carlino riporta dettagliatamente il racconto del medico: «La segreteria dell’ospedale di San Marino ha chiesto alla nostra centrale operativa se la ragazza fosse sanmarinese. Alla risposta che era italiana ci hanno immediatamente negato l’ingresso in ospedale della nostra ambulanza. Così – continua il medico – siamo stati costretti a portare la ragazza all’ospedale di Urbino, distante 25 chilometri di strada tortuosa impiegandoci quasi un’ora prima di arrivare, condannando la giovane a piangere per i sobbalzi che è stata costretta a subire dovendo percorrere strade tortuose e piene di buche. È un comportamento indegno – aggiunge ancora il medico, come si legge sul Resto del Carlino – siamo di fronte allapartheid sanitaria e umanitaria da parte di uno Stato. Per le autorità di San Marino, un ferito italiano può anche morire al confine ma loro non vanno ad aiutarlo perché non è un loro cittadino. Allora se è grave lo portiamo a Rimini. E non è certo la prima volta che accade. A Montelicciano c’è una casa di riposo Serenity house, a 200 metri dal confine, e spesso anche in presenza di degenti gravi, in codice rosso, ci dicono di no, non accettano di aprire il loro ospedale nemmeno per infarti o per qualunque patologia gravissima. A meno che sia un cittadino di San Marino. Allora lo prendono subito. Questo è disumano».