Due marocchini uccidono la vicina a bottigliate per pochi euro: alla sbarra col rito abbreviato

mercoledì 10 ottobre 13:24 - DI Chiara Volpi

Un anno fa due marocchini uccidono la vicina a bottigliate: il processo è arrivato finalmente in aula oggi, ma con il rito abbreviato che prevede uno sconto di pena. Purtroppo. Un caso indimenticabile, che solo 12 mesi fa ha scioccato l’opinione pubblicata e imperversato nelle tv, locali e non; un caso i cui echi drammatici ancora deflagrano nell’aria da Finale Emilia, in provincia di Modena, e su cui incombe, pesantemente, l’inconsistenza del bottino strappato da due marocchini alla vittima 79enne, Mirella Ansaloni, barbaramente uccisa a bottigliate (bottiglie di vetro ndr) il 18 settembre del 2017 per soli pochi euro “ravanati” sul fondo di una borsa e una catenina d’oro strappata con forza dal collo della vittima. Un magro bottino ricettato e spesso poco dopo il delitto nei locali della movida milanese, quando la povera anziana giaceva ancora esanime in una pozza del suo sangue.

Marocchini uccidono la vicina a bottigliate: processo al via

Vittima colta di sorpresa al rientro dalla spesa dai due nordadfricani, entrambi minorenni e entrambi autori di una feroce imboscata che non ha dato alla povera malcapitata neppure il tempo di reagire e di gridare. Finalmente da oggi i due marocchini sono alla sbarra: il processo è partito oggi, arrivando finalmente in Aula con il rito abbreviato, però, chiesto dai legali dei due imputati in modo  da ottenere un’automatica riduzione della pena di un terzo, nonostante le accuse che gravano sulle loro spalle investano reati pesantissimi quali rapina aggravata e omicidio.

La violenza, il dolore, la beffa, non solo dello sconto di pena…

Accuse e colpe terribili, ulteriormente aggravate da un atteggiamento provocatorio e irrispettoso ostentato in aula da uno dei due assassini che, come denunciato dal figlio della vittima su Libero e ripreso da il Giornale poco dopo, passando davanti all’uomo «lo ha salutato come se niente fosse», come se quell’extracomunitario violento e non integrato non avesse già rapinato la donna che poi ha ucciso e altre persone del palazzo, sue vicine e prime sue vittime; come se quel feroce agguato non fosse costato la morte di una persona selvaggiamente trucidata e il dolore di molti.

 

Commenti

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  • claudia.pittol@libero.it 11 ottobre 2018

    Ormai è normale amministrazione. Quando alla sbarra ci sono loro, che mai danno segni di pentimento ma hanno lo stesso atteggiamento di chi ha schiacciato una formica,, chissà perché o non si trovano le carte, o si lasciano scadere i tempi, o poverini fanno pena, sono fuori nei migliore dei casi dopo pochi mesi o addirittura subito. Che cosa devo dire, che non c’e giustizia? Che questi giudici se ne fregano delle vittime? O che …..è meglio che mi fermi se no se dico che fanno schifo c’è il rischio che io sì sarei indagata….questa è la giustizia italiana, le vittime sepolte e i delinquenti fuori