Desirée si poteva salvare. Le belve: «Lasciamola morire ‘sta tossica»

’Per i pm chi indagano sull’omicidio di Desirée le modalità del delitto ad opera del branco di africani sono «efferate». E quel che sta emergendo in queste ore è ancor più agghiaccciante: la morte di Desirée poteva essere evitata. Una chiamata al 112 o al 118 le avrebbe salvato la vita. Le belve lo hanno impedito. E tra i suoi stupratori ci sarebbe anche il fidanzato.

I pm non hanno dubbi. Gli indagati avrebbero «anche impedito il soccorso della ragazza ad altre persone presenti cagionandone così la morte», si legge nelle ricostruzioni  che offrono il Messaggero e il Tempo. Il  gruppo di belve che si è accanito sulla povera ragazza non ha avuto pietà. I quattro clandestini del branco dopo aver convinto Desirée a seguirli avrebbero preparato un mix letale di droga e piscofarmaci. Secondo quanto riporta ilTempo, il cocktail  della morte era composto da rivotril, eroina e marjiuana. Dopo aver ingerito le sostenze è cominciato l’incubo, la perditadei sensi e lo stupro di gruppo. Uo dei testimoni sentito dagli inquirenti ha rilasciato la testimonianza più pesante: sostiene di essere entrato «all’interno dello stabile, ho sentito una ragazza che piangeva e urlava frasi come: “Voi l’avete uccisa, voi l’avete violentata” e si rivolgeva a tre uomini chiamandoli per nome: Pako, Sisko e Ibrahim». Ha anche detto di avere visto una ragazza che «sembrava dormire» su un piccolo letto, semicoperta «alla presenza di 5 o 8 persone di varia nazionalità oltre ai tre già detti». Dopo, i tre «con molta fretta andavano via. Pako portava una borsa in spalla, uno degli altri aveva con sè una valigia». Sul cadavere della ragazza il medico legale ha trovato anche un segno compatibile con una bruciatura di sigaretta ma forse precedente. A questo punto, secondo quanto emerge da ambienti investigativi, qualcuno che era presente all’interno del palazzo avrebbe avanzato l’ipotesi di chiamare i soccorsi. Ed è qui che le belve decretano la morte di Desirée: «È meglio che muore, lasciamola morire sta tossica». L’ordine di non chiamare i soccorsi sarebbe arrivato proprio dai quattro clandestini arrestati. Uno scenario devastante.

A cui si aggiunge un altro elemento: tra i quattro clandestini che facevano parte del branco, a  quanto ricostruito dagli inquirenti,  il senegalese Mamadou Gara avrebbe avuto una storia con la vittima. Il clandestino infatti, come riporta ilMessaggero, avrebbe detto agli inquirenti di conoscere bene Desy e di aver avuto un rapporto sessuale con lei: “Sì abbiamo fatto sesso, ma non l’ho stuprata. Era viva quando sono andato via. Conoscevo Desirée , avevamo una storia, mi aveva detto di essere più grande, di avere 22 anni”.