Dar Nasone – Roma

Dar Nasone
Via Fezzan, 24/26 – 00199 Roma
Tel. 06/86200250
Sito Internet: no

Tipologia: osteria
Prezzo: 30€ per primo, secondo e dolce
Giorno di chiusura: Lunedì

OFFERTA
Bella scoperta questa trattoria ubicata nel quartiere Africano. Il nome rimanda alla fontanella pubblica che si trova in diversi angoli della città e che in romanesco viene chiamata “nasone”, in quanto il beccuccio da cui esce l’acqua assomiglia proprio a un naso. In questo locale, dalla fontanella fedelmente riprodotta, anziché uscire acqua, sgorga il vino rosso della casa di cui ogni cliente può servirsi da solo riempiendo la caraffa a piacimento. Chi vuole bere una bottiglia, invece, può scegliere qualche etichetta dalle poche sparse sulle mensole e con il prezzo bene in vista, mentre per la mescita bisogna rivolgersi al titolare che elenca a voce e non sempre in modo corretto le opzioni disponibili. Passando al cibo, il menù ripercorre la tradizione romana con i tutti i suoi classici, dalle immancabili paste – gricia, amatriciana, carbonara e cacio e pepe – ai secondi, prevalentemente di carne, dai contorni ai dolci. Per la nostra cena, abbiamo iniziato con un supplì dal riso scotto ed eccessivamente fritto e con un discreto tortino di cicoria e mozzarella fusa. Tra i primi, ben fatte sia la carbonara – con guanciale croccante e uovo cremoso, solo un po’ avara di formaggio – che la pasta e fagioli, densa e saporita, mentre come secondo abbiamo assaggiato delle ottime polpettine in bianco servite con una fetta di pane tostato e una cicoria ripassata con aglio, olio e peperoncino. In chiusura il “cestino del bosco”: una frolla realizzata con la stessa pasta delle lingue di gatto ripiena di ricotta e frutti rossi, arricchita da “briciole” di frutta secca, seguito da un caffè sottoestratto e poco aromatico.

AMBIENTE
L’unica sala è arredata in modo semplice e spartano, con tavoli di legno ricoperti da tovagliette di carta ma con i bicchieri giusti per il vino qualora si optasse per una bottiglia. Il “nasone” da cui sgorga il vino è posto in un angolo del locale, mentre la cucina, parzialmente a vista, è in fondo.

SERVIZIO
Verace e senza fronzoli, con il proprietario che si aggira tra i tavoli per elencare i piatti fuori menù (opportunamente segnalati anche su una lavagnetta al centro della sala)  e per scambiare qualche chiacchiera con i clienti.

Recensione a cura di: Il Saporaio – La Pecora Nera Editore –