«Dalla ruspa alla paletta». Fratelli d’Italia presenta gli emendamenti al decreto sicurezza (video)

È partito il conto alla rovescia per il decreto sicurezza al vaglio dell’Aula del Senato. E Fratelli d’Italia, che voterà sì al pacchetto salviniano, presenta i suoi interventi migliorativi: “solo” 43 emendamenti (la metà di quelli presentati dai 5Stelle che sono al governo) per aggiustare il tiro di un provvedimento molto sbiadito rispetto agli impegni presi in campagna elettorale. Anzi, per “aiutare” il vicepremier leghista a tenere botta di fronte alla virata a sinistra impressa da Di Maio

Fratelli d’Italia: dalla ruspa alla paletta

«Dalla ruspa alla paletta», dice ironica Giorgia Meloni illustrando i principali emendamenti nella conferenza stampa svolta alla sala Nassiriya di Palazzo Madama. «Voteremo il cosiddetto decreto Salvini, quello su sicurezza e immigrazione perché è un importante cambio di passo rispetto alle politiche del passato. Ne condividiamo la visione, purtroppo, però – spiega la leader di Fratelli d’Italia – avere a che fare con il movimento Cinquestelle rischia a volte di trasformare la ruspa in una scopa con la paletta… I Cinquestelle sono strutturalmente di sinistra e su alcune norme non ci si trova proprio. I nostri emendamenti servono ad aiutare Salvini a spostare il provvedimento verso destra, visto che gli 80 emendamenti dei Cinquestelle cercano di spostarlo verso sinistra. In alcuni casi il decreto ci sembra inefficace, il ministro dell’Interno guardi di più a destra e meno al movimento a guida Fico…».

«Aiutiamo Salvini a spostare a destra il decreto»

Tra le correzioni principali proposte da Fratelli d’Italia l’abolizione effettiva della protezione umanitaria, che ricalca la proposta di legge per eliminarla totalmente dal circuito dell’accoglienza senza eccezioni, il contrasto all’immigrazione illegale (la domanda di asilo deve essere presentata solo alla frontiera, chi non lo fa subito non può farlo dopo); la revoca dello status di rifugiato a chi vìola la legge; l’introduzione del reato di integralismo islamico con il divieto di diffusione delle teorie che incitano alla violenza nel nome di Allah; l’introduzione di una esame che documenti la conoscenza della lingua e della storia italiane e la condivisione della Costituzione per ottenere la cittadinanza italiana; maggiori risorse per accelerare il vaglio delle domande di cittadinanza a chi ha origini italiane (prima gli italiani anche per l’immigrazione); inasprimento delle pene per violenza o minaccia alle forze dell’ordine, con una norma “ad hoc” anti-black bloc («quei coraggiosi a viso coperto che giocano a fare i rivoluzionari e a distruggere le città e poi tornano a casa da papà»); il potenziamento della missione “strade sicure” con l’inserimento di presidi davanti ai campi rom legali, agli insediamenti abusivi, alle baraccopoli, ai campi abusivi; la creazione di sezioni specializzate in materia di mafie straniere, in particolare nigeriane e cinesi, nei tribunali; l’inserimento del principio «assoluto» di legittima difesa nel decreto per superare la discrezionalità che il governo lascia ai magistrati.

No alla norma salva-parenti di Renzi

Un capitolo a parte merita la proposta di abolizione della cosiddetta “norma Orlando” e la reintroduzione della procedibilità d’ufficio per il reato di appropriazione indebita. «Vogliamo cancellare – ha scandito la Meloni – la norma salva-parenti di Renzi, accusati dalla procura di aver distolto fondi Unicef destinati ai bambini afriani, ma che in questo momento i magistrati non possono perseguire perché, “curiosamente”, l’Unicef non ha sporto denuncia». Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, (presenti anche il capogruppo a Montecitorio, Francesco Lollobrigida, e i senatori Marco Marsilio e Isabella Rauti) ha ribadito la filosofia degli emendamenti di FdI di fronte alla virata a sinistra del decreto sicurezza sotto la regia della componente grillina. Un’opposizione “tricolore” per riportare in vita alcuni impegni elettorali contenuti nel contratto di governo e spariti dal testo del decreto.

 

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