Cucchi, Salvini: si processa con la legge, basta polemiche strumentali

sabato 13 ottobre 17:44 - DI Paolo Lami

«Chiunque venga arrestato deve essere processato rispettando la legge e non con altre maniere». Matteo Salvini replica così a chi cerca di fare processi sommari e mediatici sulla vicenda Cucchi. E a chi cerca, in qualche maniera, lo scontro e la polemica strumentale sulla vicenda di Stefano Cucchi, il giovane spacciatore morto, cinque giorni dopo il suo arresto, nell’Unità di Medicina Protetta dell’ospedale Pertini di Roma dov’era stato portato dal carcere di Rebibbia dopo il suo aggravamento in seguito al pestaggio da parte di alcuni carabinieri ora indagati, Salvini, parlando da Ala, in Trentino, dov’è impegnato in un tour elettorale per il candidato leghista a governatore, Maurizio Fugatti, dice conciliante: «le porte del ministero degli Interni sono aperte alla famiglia Cucchi e a 60 milioni di italiani per bene. Se qualcuno invece preferisce fare polemiche e attaccare un ministro e centinaia di agenti sono sue scelte».

Dopo l’udienza di tre giorni fa in cui il pm della Procura di Roma, Giovanni Musarò aveva rivelato l’esistenza di tre verbali del carabiniere Francesco Tedesco – uno dei cinque militari dell’Arma indagati per la morte di Stefano Cucchi – il quale ammetteva i pestaggi chiamando in causa alcuni dei suoi commilitoni, Salvini aveva invitato i familiari di Cucchi al ministero: «sorella e parenti sono i benvenuti al Viminale. Eventuali reati o errori di pochissimi uomini in divisa devono essere puniti con la massima severità, ma questo non può mettere in discussione la professionalità e l’eroismo quotidiano di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi delle forze dell’ordine».

Un invito al quale Ilaria Cucchi ,che si candidò nel movaveva replicato dai microfoni di Rtl 102,5: «Iil giorno in cui il ministro dell’Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci, prima di allora non credo proprio».

Altri due carabinieri sono stati iscritti sul registro degli indagati dopo le confessioni del militare dell’Arma Francesco TedescoFrancesco Di Sano, il carabiniere della stazione di Tor Sapienza che aveva in custodia Stefano Cucchi e che il 17 aprile ammise di avere modificato l’annotazione sulla salute del ragazzo e il luogotenente Massimiliano Colombo, comandante della stessa caserma che nei giorni scorsi è stato perquisito alla ricerca di materiale che confermasse i contatti con i suoi superiori gerarchici nella vicenda Cucchi. I magistrati stanno cercando conferma ai sospetti che vi fu una decisione gerarchica dietro alla gestione della vicenda anche rispetto alla scelta di cambiare la versione dei fatti arrivando a modificare gli atti.

Commenti

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  • vittorio.sciullo@libero.it 15 ottobre 2018

    Dire che Cucchi non doveva essere malmenato, tantomeno in una caserma e in assenza di un suo comportamento fisicamente violento che nessuno credo possa accreditare che potesse avere con quel suo fisico è dire una ovvietà, quasi una banalità, come anche è evidente che chiunque si sia reso responsabile del pestagigo (e negare – come mostrano le foto – che avesse subito un pestaggio sarebbe altrettanto banale) è necessario che paghi, anche con l’aggravante del ruolo ricoperto e dell’abuso della fede pubblica; ma quando l’ossessione informativa sul caso diventa monotona e ripetitiva senza allargare l’analisi dei fatti agli elementi di contorno che aiutino a capire meglio e dare indicazioni perchè certi fatti non si ripetano diventa frastuono e quasi fuorvianza; NON credo che la forza pubblica debba essere immune da critche e punizioni, quando meritate, e sono convinto, anche per esperienze personali che talvolta il ruolo in divisa induce a tentativi di autoesaltazione e arroganza ingiustificati e ingiustificabili, ciò non toglie che per cercare di capire meglio non bastano gli slogan e non servono i frastuoni e per capire meglio bisaogna cercare anche di capire se ve ne sono e se si è capaci di comprenderle, le ragioni di tutti e il contesto. perciò chiedo : nessuno che si ricorda dei soldi (se non ricordo male 400.000 €) pagati dalla ASL (quindi soldi pubblici) per evitare la costituzione di parte civile nella causa contro l’Ospedale accusato di aver provocato la morte di Cucchi per non averlo curato ??? e nessuno che si ricorda le accuse rivolte alle guardie carcerarie anche questi accusati di aver procurato la morte di Cucchi ??? e che dire dello sbattere al pubblico ludibrio su facebook la foto del carabiniere indicato come cultore del fisico e quindi di “violenza gratuita” il quale oggi, secondo le nuove ricostruzioni, sarebbe, non solo il teste decisivo per individuare i responsabile dell’omicidio, ma addirittura colui che avrebbe tentato di difendere Cucchi dai suoi picchiatori; qualcuno ha pensato di chiedergli scusa per lo sputtanamento su facebook ??? e se oltre a non aver partecipato al “pestaggio2 risultasse che ha anche tentato la difesa di Cucchi, chi lo risarcirà delle offese, oltre che gratuite, anche diffamanti ?? e una domanda su tutte: perchè i carabinieri avevano portato Cucchi in caserma ?? , cosa aveva fatto per essere stato arrestato ??? , e mettiamo il caso che in caserma avessero ricevuto espressioni sulla moralità della propria madre o sorella, in che modo sarebbero stati risarciti e da chi per le offese ??

    • gdetoffoli@yahoo.it 15 ottobre 2018

      Esprime bene, correttamente e condivisibilmente tutte le variabili che, anche io, credo ci siano tutte ed ancora tutte da scoprire veramente. Credo che l’introduzione del taser possa porre parziale soluzione
      a gravissimi ed irrisolvibili problemi di gestione di taluni individui ‘incontenibili’ con i metodi standard del convincimento solo orale e pacifico di un catturato. Tutto è possibile ma un cittadino che vive nelle regole sociali rispettandole e trattando gli agenti con lo stesso rispetto con cui tratterebbe qualunque persona ben difficilmente ‘costringerà’ un qualunque agente all’arresto e all’uso della forza, che comporta sempre problemi al/agli agenti costretti a lavorare in condizioni di alto rischio.

  • fdesalvo@aconet.it 14 ottobre 2018

    Premesso che chi ha sbagliato deve pagare, sia chi ha pestato, sia chi ha deviato le indagini, io non mi immagino un carabiniere che si mette a pestare un detenuto per caso.
    Sarei curioso di sapere, ma forse sarà impossibile, cosa aveva detto o fatto il Cucchi per far andare fuori di testa il carabiniere.
    Esempio: Zinedine Zidane aveva dato una testata a Materazzi, ed è stato giustamente squalificato, ma pare che Materazzi avesse detto a Zidane alcune cose su sua madre.
    O quella maestra di scuola antitav che aveva detto ai poliziotti che dovevano morire, ma per fortuna quella volta i poliziotti hanno resistito alla tentazione di menarla.

    • avtr50@libero.it 14 ottobre 2018

      Concordo pienamente che nessuno delle forze dell’ordine debba usare violenza contro i cittadini ,buoni o cattivi che siano, perchè non solo che commettono reato,ma perchè commettono un peccato grave.E vanno condannati senza se e senza ma.Allora tu dici perchè succedono queste cose ? Il motivo secondo il mio modesto parere è dovuto alla mancanza di serenità per problemi di servizio o familiari che purtroppo rendono nervosi e aggressivi taluni ,al punto di far perdere l’auto controlo, anche davanti alla morte

  • Info@progetica1901srl.it 14 ottobre 2018

    Ma quale scusa, dopo il giudizio di cassazione, se verrà confermata questa nuova versione. Una nota del ministero e dell’arma che si dissociano. Stefano Cucchi non doveva morire, ovvio. Se invece di essere un drogato e uno spacciatore, fosse stato un ragazzo come tanti sarebbe vivo e vegeto. Le sue scelte delinquenziali l’hanno portato ha essere quello che era. Ma si parla di questo delinquente, come fosse un martire, era solo un delinquente.

  • cardi.f@web.de 14 ottobre 2018

    Se a questa pasionaria dfel piffero non moriva il fratello (che era oltretutto un “toissico” e pure spacciatore, non un santarellino di cui portare l’immaginetta nel portafogli), lei oggi lavorerebbe alla cassa di un discounter o in un call-center per pochi euro al mese. Così invece era riuscita a entrare in rai, da cui l’hanno cacciata per manifesta inutilità (dalla rai!) e ora tental’avventura politica, come i genitori di quell’altro idolo della sinistra, eroe purissimo ed adamantino esempio per la gioventù, il fankazzista e teppista da piazza carlo Giuliani, in arte “ragazzo”.

  • an.marconcini@gmail.it 13 ottobre 2018

    Ministro Salvini sono quasi dieci anni che i familiari di Cucchi attendono giustizia quindi parlare di processi sommari è ridicolo e offensivo.Nessuno poi mette in dubbio che si tratta di mele marce che non sfiorano neppure il grande valore dei nostri giovani e meno giovani che ogni giorno indefessamente rischiano la vita per noi.Le sue scuse e soprattutto quelle dell’onorevole Giovanardi e dell’ex ministro La Russa sarebbero in realtà doverose considerato il fatto che fino all’ultimo avete cercato di prendere le difese non dell’Arma dei Carabinieri alla quale tutti noi siamo affezionati e riconoscenti ma bensì appunto di questi infimi criminali.Ricordo che Giovanardi si spinse ad affermare che Stefano fosse stato massacrato dai pusher come se fosse stato presente al pestaggio.Ma non è facile chiedere scusa perfino di fronte all’evidenza del proprio gravissimo errore perché per compiere questo nobile gesto occorre coraggio,occorre umiltà,occorre in particolare comportarsi da uomini.Come cittadino italiano sento il dovere di ringraziare il Senatore Daniela Santanché per quello che ha affermato oggi perché non parlato in veste di politico ma come madre .