Crollo chiesa San Giuseppe dei Falegnami: due indagati per disastro colposo

Ci sono i primi due indagati per il crollo del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, a pochi metri dal Campidoglio, avvenuto il 30 agosto scorso. La Procura di Roma ha iscritto i titolari della ditta che nel 2015 vinse l’appalto per i lavori di ristrutturazione del soffitto della chiesa. Si tratta di Stefano Di Stefano e Gaetano Correra, nei cui confronti si ipotizza il reato di disastro colposo.

Il tetto della chiesa distrutto dai tarli?

In un articolo pubblicato sul sito dell’Osservatore RomanoFrancesco Scoppola, dirigente a capo della Direzione Generale Educazione e Ricerca del Mibac  ha ipotizzato: «Ciò che è accaduto nella chiesa romana è con ogni probabilità connesso al deterioramento di un solo, singolo elemento di una capriata. E la causa più probabile sono gli insetti xilofagi, i tarli, oppure la marcescenza del legno dovuta a perdite e infiltrazioni». «Il clima quasi tropicale – ha proseguito Scoppola – col caldo umido di questa ultima estate, con precipitazioni improvvise e abbondanti, che le gronde non più sistematicamente tenute sgombre non arrivano a smaltire, sul legno inanimato ha certamente portato una accentuazione di questi fenomeni, proprio come sul vivo delle palme avviene da anni a opera del punteruolo rosso».

Le origini della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami

La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano fu edificata alla fine del XVI secolo dall’Arciconfraternita dei Falegnami e dedicata a San Giuseppe dalla Congregazione dei Falegnami, che nel 1540 aveva preso in affitto la preesistente chiesa di San Pietro in Carcere. Sotto di essa si trova il famoso Carcere Mamertino

Il giorno dopo erano in programma due matrimoni

La chiesa dei Falegnami solitamente è aperta solo per i matrimoni, ma al momento del crollo fortunatamente non c’era nessuno. L’indomani erano in programma due cerimonie nuziali. Fosse accaduto con 24 ore di ritardo, il crollo avrebbe provocato sicuramente delle vittime.