Conte: la manina? Colpa della trascrizione tecnica. Gasparri: spiegazione patetica

“Essendo io anche il garante, ci tengo” a fare chiarezza sulla storia dell’ormai famosa ‘manina’, “anche perché siamo il governo non solo del cambiamento ma anche della trasparenza”. Così il premier Giuseppe Conte ha risposto in conferenza stampa a una domanda su quanto avvenuto nel cdm di lunedì scorso che ha determinato uno scontro sul decreto fiscale tra Lega e M5S. “E’ stato raggiunto un accordo politico in zona Cesarini, poco prima di entrare in Cdm – spiega -. E’ successo spesso in passato che non ci fosse nemmeno un testo scritto. Questa volta sull’articolo 9, che non era presente nell’articolato originale con cui siamo entrati in riunione” il testo non c’era inizialmente. “Mi è stato portato questo foglio con l’articolo 9. Ovviamente se anche faccio leggere una norma di natura fiscale a un commercialista è molto complessa, ho preferito dunque io riassumere i termini dell’accordo politico raggiunto, riservandoci poi di valutare la trascrizione tecnica. Il problema è nato perché, dopo le opportune verifiche, ci siamo resi conto che non rispecchiava l’accordo politico, quindi c’è stato bisogno di questo passaggio che ha portato a un’ulteriore deliberazione del Cdm”.

Le giustificazioni avanzate da Conte, secondo Maurizio Gasparri, “appaiono incommentabili” e aggiunge che dal premier sono “arzigogolate affermazioni per giustificare, in modo davvero patetico, il pasticcio fatto sull’articolo 9. Conte ha dato luogo ad uno show veramente penoso. Ma la eterogeneità della compagine di governo è emersa in tutta la sua crudezza. E anche la inaffidabilità che in particolare la componente grillina conferma, lasciando sconcertati i partner internazionali e chi dovrebbe investire in un Paese che ha persone come Di Maio, Toninelli e Bonafede in posizioni chiave, nelle quali non sono assolutamente adeguati”. “Incalzeremo il governo -prosegue- difendendo l’interesse nazionale. Ci chiamiamo Forza Italia e combattiamo speculatori e nemici del nostro Paese. Ma i nemici non stanno solo all’estero o annidati tra gli speculatori, ce ne sono anche in ministeri chiave dove, come hanno dimostrato la vicenda di Genova e tante altre, chi si dimostra incapace fino a questi livelli è un vero e proprio nemico dell’Italia. E i grillini lo sono nella sostanza. Ci batteremo contro di loro perché è un dovere democratico e nazionale”.