Conte: «Faremo meglio delle previsioni dell’Fmi. Ora si abbassino i toni»

Dall’Università di Firenze Giuseppe Conte risponde alle nuove interferenze europee sulla politica italiana.«Per quanto riguarda i rapporti con l’Europa andremo a spiegare la manovra. Con la Commissione europea inizieremo una interlocuzione», ha detto il premier commentando anche le ultime stime del Fondo monetario internazionale sull’economia italiana. «Le previsioni sul Pil, come quelle del Fondo monetario internazionale, dovrebbero essere riaggiornate nel rispetto della nostra nota di aggiornamento del Def. Le abbiamo esplicitate e ovviamente il deficit/pil il primo anno al 2,4 però abbiamo già previsto nella nostra manovra che al terzo anno scenda sotto il 2. Arriveremo intorno all’1,8%», ha detto Conte parlando ai giornalisti al suo arrivo all’ateneo fiorentino dove terrà una prolusione  alla Scuola di Giurisprudenza, «lo stesso per quanto riguarda il rapporto debito/pil: noi lo conterremo, scenderemo. Il problema è semplicemente che con le manovre fin qui fatte, se avessimo proseguito, noi saremmo sempre il fanalino di coda dell’Europa per crescita». Inoltre assicura che la crescita sarà «sicuramente superiore» rispetto alle stime previste dall’istituto guidato dalla Lagarde. «Vi preannuncio che domani pomeriggio a Palazzo Chigi si riunirà la cabina di regia per gli investimenti. Sono state invitate le più grandi aziende partecipate del nostro paese e siamo a valutare quale sarà un piano addizionale per gli investimenti. Lavoriamo seriamente per la crescita».

Conte: le stime dell’Fmi non considerano il Def

Difesa a 360 gradi della manovra Di Maio-Salvini: «Sul Def siamo ben determinati, abbiamo ben meditato questa linea di azione. Dobbiamo consentire alla nostra economia di poter esprimere le sue potenzialità e dobbiamo ovviamente pensare anche allo sviluppo sociale del paese. Lo facciamo con la massima ragionevolezza», ha aggiunto il presidente del Consiglio rivolgendosi alla stampa troppo incline ad accendere i riflettori su polemiche e retroscena. «Voi avete letto molto negativamente la lettera che Dombrovskis e Moscovici hanno anticipato.  In realtà si conclude con un “siamo aperti a un dialogo costruttivo”. Ed è chiaramente una valutazione, come loro precisano, “prima facie”. Non poteva essere diversamente, la nostra manovra non rispecchia quelle che erano le loro aspettative. Noi siamo disponibilissimi a spiegare questa manovra, confrontarci in modo ragionevole. Confido che non ci siano toni agitati da nessuna parte perché non è proficuo per nessuno, né per l’Europa né per l’Italia».