Coca, truffa e corruzione: arrestato sindaco Pd

Arrestato per corruzione il sindaco di Polesine Zibello, nell’ambito di un’indagine della procura di Parma che, secondo gli investigatori, ha portato alla luce “un pervicace sistema di gestione della cosa pubblica assolutamente asservito agli interessi privatistici del primo cittadino”. In particolare, Andrea Censi, 44 anni, ex Pd poi candidato in liste civiche di sinistra, eletto sindaco nel 2016, è finito ai domiciliari per abuso di ufficio, corruzione, truffa aggravata e peculato. A eseguire la misura i carabinieri di Parma. Nei guai, oltre al primo cittadino, buona parte dei vertici del Comune della Bassa, accusati, a vario titolo, di corruzione, falso, truffa e peculato.

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L’imbarazzo della segreteria provinciale Pd

“Come segreteria abbiamo appreso dai mezzi di informazione dell’arresto del sindaco di Polesine-Zibello Andrea Censi. La magistratura farà il suo corso, consapevole che il primo cittadino avrà il diritto e la possibilità di difendersi dalle accuse che gli vengono rivolte. A seguito dell’indagine la candidatura di Andrea Censi alle prossime elezioni provinciali non verrà sostenuta per evidenti ragioni di etica politica”, si legge in una nota del segretario provinciale del Pd Nicola Cesari.

Ha utilizzato la struttura comunale ai fini privatistici

Dalle indagini è emersa ”l’utilizzazione a fini privatistici della struttura Comunale”, oltre “all’uso indebito delle auto di servizio di proprietà del Comune” e “alla formazione di atti falsi per giustificare ulteriori illeciti”, ha spiegato il Procuratore Capo di Parma Alfonso D’Avino. In particolare sarebbero decine le delibere della Giunta municipale falsificate in violazione dei principi di trasparenza e collegialità della Pubblica Amministrazione, mentre risulterebbe truccato il concorso pubblico per l’assunzione di uno degli alti dirigenti di quel Comune. Sequestrato, per diverse decine di migliaia di euro, presso istituti di credito delle province di Parma e Piacenza, denaro provento delittuoso delle violazioni contestate.

In passato era finito in inchieste su traffico di cocaina

In passato, Censi (che ha avuto incarichi di rilievo prima nei Ds e poi nel Pd) era finito anche in diverse inchieste legate al suo consumo abituale di droga. L’uomo avrebbe comprato cocaina in più occasioni – i carabinieri ne hanno registrate 25 dal 21 novembre 2014 al 18 gennaio 2015 – da tre spacciatori albanesi, poi arrestati. Censi non era stato indagato, in quanto l’uso personale di droga non è un reato. Figurava però tra i 60 acquirenti segnalati alla Prefettura di Parma come assuntori.