Clandestini, ora la Ue è terrorizzata: “Sì, è vero, bisogna fermare i flussi…”

Che succede ai burocrati di Bruxelles? Ora si stanno rendendo conto che a maggio riaschiano di essere spazzati via tutti dal voto popolare, e corrono ai ripari. Il “vero progresso” nella riforma delle politiche migratorie Ue sta nel fatto che nel Consiglio Europeo oggi praticamente “tutti capiscono che la priorità è fermare i flussi di migranti irregolari, e non la loro redistribuzione”. Solo che “loro” non se ne erano accorti sino a oggi. Lo dice il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, rispondendo, durante la plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo, alle numerose critiche arrivate dagli eurodeputati per la mancanza di progressi sulle politiche migratorie in occasione del Consiglio Europeo della scorsa settimana. “Quasi tutti – ha continuato Tusk – hanno espresso insoddisfazione per la mancanza di decisioni. Capisco la vostra insoddisfazione, perché so che la maggioranza” dell’Aula “è a favore di quote obbligatorie” per il ricollocamento dei migranti. “Malgrado quello che avete detto, il Consiglio Europeo sta costruendo una soluzione comune europea” in materia di politiche migratorie, basata tra l’altro sulla “lotta ai trafficanti, sulla protezione dei confini esterni e non sulle quote obbligatorie”. “Ho l’impressione – ha concluso Tusk – che alcuni di voi vorrebbero un’Europa senza Stati membri e senza governi. Vi prego di non sorprendervi se non sono sulla stessa linea”. Sui vertici Ue si è abbattuta una serie di critiche: tra i tanti interventi critici, la capodelegazione del Pd Patrizia Toia ha detto che “è un po’ triste per chi crede nell’Europa commentare il Consiglio di ottobre. Se si toglie Brexit, è stato il Consiglio Europeo del niente, della rinuncia ad esercitare le proprie responsabilità. Perché arrendersi così? Questo spalanca le porte ai nemici dell’Europa”. La Toia evita di specificare che i nemici dell’Europa da lei evocati sono coloro che propugnano da anni l’invasione di clandestini, della quale il Pd è tra i maggiori responsabili. L’eurodeputata del gruppo S&D Elly Schlein ha attaccato: “Che cosa vi siete riuniti a fare? E’ spuntato persino un vertice nell’Egitto di Al Sisi, quando domani sono 33 mesi dall’uccisione di Giulio Regeni”. E la linea della presidenza austriaca sulla riforma del sistema di Dublino non fa altro che riproporre “la solidarietà flessibile discussa dalla presidenza slovacca due anni fa”. Intanto, ha concluso, la Francia di Emmanuel “Macron chiede di riformare Dublino e riporta di nascosto i migranti nei boschi italiani”.