Cesare Battisti è scomparso da giorni. Meloni: «È un infame, proverà a fuggire»

Da giorni nessuno ha più notizie di Cesare Battisti. A Cananéia, il piccolo centro del Brasile in cui il pluriomicida vive da anni e nel quale è considerato un cittadino perfettamente integrato, se ne sono perse le tracce almeno da domenica, giorno della vittoria di Jair Bolsonaro, il neoeletto presidente che ne ha promesso l’estradizione in Italia. Altri testimoni concordano poi nel descrivere un radicale cambio di abitudini nell’ultima settimana: niente più tappa fissa al bar dove compra le ricariche telefoniche due volte a settimana, niente acquisti alla panetteria di fiducia, niente più chiacchiere con gli amici. Nessuno lo ha più visto.

«Cesare Battisti è un infame e un vigliacco quindi proverà a scappare, peraltro coperto da una serie di personalità dell’intellighenzia. Dicono sia un grande personaggio, ma è uno che continua a scappare per non saldare il suo conto con la giustizia e a me fa schifo anche per questo», ha detto la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel corso di un intervento a 24 Mattina su Radio24. E tutto, dalla personalità dimostrata in questi decenni alle testimonianze raccolte da due quotidiani italiani, fa pensare che Battisti abbia proprio preso il largo, letteralmente. È Il Giornale a riferire di una testimone donna che dice di averlo visto imbarcarsi dalla stessa Cananéia. È invece La Stampa a raccontare che un vicino ultimamente aveva registrato «molto movimento» intorno alla nuova casa in cui da qualche mese viveva questo criminale scampato alla galera grazie agli “amici giusti”. Mario, il vicino, ha parlato di una coppia straniera con un bambino. E, secondo quanto ricostruito dal quotidiano torinese, la descrizione della rimanda alla figlia maggiore di Battisti, la 33enne Valentina, che finora a Cananéia si era vista giusto un paio di volte.

Battisti, un passato nel gruppo terroristico Pac (Proletari armati per il comunismo), è stato riconosciuto colpevole, tra l’altro, per quattro omicidi ed è stato condannato, tra l’altro, a due ergastoli. Ma è sempre riuscito a sfuggire alla galera grazie a potenti coperture politiche: prima giovandosi in Francia della dottrina Mitterand e poi, una volta esaurite le tutele d’Oltralpe, trasferendosi in Brasile sotto l’ampio ombrello dell’ex presidente Lula, ora in carcere, che contro la richiesta di estradizione da parte dell’Italia era arrivato a dargli lo status di rifugiato politico. Domenica con l’elezione di Bolsonaro quelle coperture sono definitivamente finite. «Era molto arrabbiato e preoccupato per il suo futuro», ha detto a La Stampa il gestore di un bar che Battisti frequentava abitualmente e dove domenica sera ha seguito in diretta lo spoglio delle presidenziali. Una circostanza confermata anche da un funzionario dello Stato brasiliano sentito da Il Giornale: «È sicuramente impaurito da questa destra al potere».