Castrazione, retromarcia del governo. FdI: da Salvini solo propaganda?

“Non c’è alcuna iniziativa in relazione all’introduzione della castrazione chimica in Italia, e non c’è alcuna indicazione in tal senso nel contratto di governo”. A precisarlo è stato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, rispondendo a un’interrogazione di Fratelli d’Italia al question time alla Camera.

“Al netto di un quadro di norme che renderebbe incostituzionale l’introduzione di questa pena – ha spiegato il ministro – è corretto parlare di una misura temporanea. Infatti all’estero, dove è prevista, la castrazione chimica è una misura temporanea, e non potrebbe essere altrimenti, e quindi non è possibile che sia una misura preventiva. E’ una misura temporanea che prevede uno sconto di pena: lo stupratore che si trova in carcere chiede di avere uno sconto e per il periodo concesso si sottopone, consensualmente, alla castrazione chimica”. Il governo, ha assicurato il ministro, “ha un’altra idea di intervento, che è quella di non fare uscire nessuno dal carcere, di tenerlo sotto controllo con la certezza della pena attraverso un percorso che possa garantire sempre il controllo dello Stato”. Bonafede ha poi ricordato “altre iniziative, tra cui l’inasprimento delle pene per i reati di violenza sulle donne, il cosiddetto ‘codice rosso’, che sarà varato dal prossimo Consiglio dei ministri, per un intervento tempestivo di tutela delle donne minacciate, il tavolo coordinato dal sottosegretario Spadafora che porta avanti i progetti di un complessivo piano antiviolenza, e l’istituzione di un fondo per le vittime”.

La risposta di Bonafede, afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, smentisce “clamorosamente il ministro dell’Interno. Emergono così, con sempre maggiore chiarezza, da una parte le differenze tra gli annunci sui social e sui giornali, da dare in pasto agli elettori, e dall’altra l’assoluta incoerenza nell’azione di governo”. FdI, continua, “si batterà continuando a presentare emendamenti al decreto sicurezza per ottenere l’inserimento della castrazione chimica, che consideriamo un metodo efficace per combattere le ‘bestie’ che commettono atrocità nella nostra nazione, riuscendo spesso a reiterare il reato. Facciamo appello alla Lega affinché non si scelga la scorciatoia della fiducia per evitare il dibattito e darla vinta ai 5 stelle”. Sul tema è intervenuta anche la senatrice di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè: “Sono allibita dalla Lega, che abbandona questa storica battaglia della destra e sulla quale Salvini ha speso tante parole. Fratelli d’Italia non si arrende e si batterà in ogni sede per introdurre la castrazione chimica ai predatori sessuali nel nostro ordinamento, cominciando proprio dal decreto sicurezza in discussione in questi giorni al Senato”.