Castrazione chimica, la Santanché sfida Salvini: «Voti le nostre norme»

Castrazione chimica sì, castrazione chimica no. All’indomani della barbara uccisione, con stupro di gruppo da parte di immigrati clandestini, della sedicenne Desiree Mariottini il tema ritorna di grande attualità. Ed è il ministro dell’Interno, Matteo Salvini a riproporre la questione, spiegando che se “fosse per me castrazione chimica per gli stupratori”. Non una novità, visto che la castrazione chimica fa parte delle storiche battaglie della Destra, prima, e, poi, della Lega. Peccato però che andando a spulciare il decreto sicurezza, o decreto Salvini dal nome del ministro che ha stilato il provvedimento, che in questi giorni è all’esame del Senato, di castrazione chimica non ci sia traccia. Un’assenza che non è passata inosservata a Fratelli d’Italia che con la senatrice Daniela Santanchè è partita all’attacco: “E’ incredibile che nel decreto non si faccia cenno a quella che a tutti gli effetti è un’emergenza. Per questo sono stata costretta ad introdurre con un emendamento la castrazione chimica per pedofili e stupratori. Ora dopo la presa di posizione del ministro Salvini mi aspetto che a questo punto la Lega appoggi l’emendamento di Fratelli d’Italia“. Una vera e propria sfida al partito di Salvini, il quale però negli ultimi tempi ha dimostrato di sapersi sdoppiare bene nel ruolo di leader politico e di ministro della Repubblica. Il primo pronto ad aizzare le folle e gli animi, il secondo molto più misurato e moderato quando si tratta di predisporre e vergare leggi e decreti. Chissà adesso chi risponderà alla sfida lanciata da Fratelli d’Italia: il politico o il ministro? E soprattutto chissà come voterà in Aula la Lega.