Cara Raggi, o ti dai una mossa o i romani ti cacceranno con i forconi

A metterli in fila, gli episodi che hanno macchiato Roma in queste ultime ore, hanno dell’incredibile. Un temporale di trenta minuti e la città finisce sott’acqua, ma non come con gli acquazzoni precedenti. No, con la gente che si mette in salvo sui tetti delle macchine. Poi crolla la scala mobile di una stazione della metropolitana nel cuore di Roma, a piazza della Repubblica, due passi dalla stazione Termini. Certo sulle cause si sta indagando ed è presto per trarre conclusioni affrettate ma il cedimento c’è stato e per fortuna non ci è scappato il morto. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro e nel mirino finisce la manutenzione: come mai il sistema di frenata della scala mobile non ha funzionato? Poi c’è una ragazzina che muore di overdose dopo avere subito violenza in uno stabile occupato a San Lorenzo. Un quartiere dove spadroneggiano i pusher e dove i residenti devono barricarsi in casa dopo il tramonto. Dove i negozianti si sono dotati di inferriate e porte blindate per chiudere gli ingressi dei magazzini agli spacciatori. Dove gli studenti universitari fanno lo slalom per recarsi alla facoltà di Psicologia tra materassi sporchi usati per i bivacchi notturni. Una situazione nota a tutti come era noto che il palazzo dove la ragazzina è morta era rifugio di nigeriani, marocchini e egiziani. Tutti sbandati e irregolari. Tutta gente verso la quale dovremmo avere il dovere dell’accoglienza secondo chi pontifica dai piani alti… Ora,  Virginia Raggi appare sulla sua pagina Facebook ufficiale con alle spalle la foto dello stabile occupato di CasaPound e la scritta: “Da sempre contro l’occupazione illegale di #CasaPound”. E con le altre occupazioni illegali che facciamo? Le tolleriamo?

La situazione è fuori controllo. Le montagne di spazzatura completano un puzzle disastroso. Non è mai piacevole augurarsi una jacquerie ma a questo punto per svegliare la sindaca più incompetente d’Italia non c’è altro mezzo. Anche la proverbiale e sonnolenta rassegnazione dei romani, i quali si consolano da sempre di un costante malgoverno ammirando le bellezze della città eterna, ha un limite. E il limite è stato superato.