Calcio, istruttoria Antitrust su Dazn: «Violati i diritti dei consumatori»

Buona notizia per quegli abbonati Sky-Calcio che mal hanno digerito l’intrusione della piattaforma Dazn nelle partite della squadra del cuore. L’autorità Antitrust ha infatti aperto un’istruttoria ipotizzando possibili violazioni del Codice del consumo da parte della stessa Dazn nella fase di promozione e gestione del contratto relativa all’offerta del pacchetto calcio promosso dalle società Perform Investment Limited e Perform Media Services.

Nel mirino Antitrust la «pubblicità ingannevole»

L‘Autorità garante della Concorrenza e del Mercato contesta soprattutto due condotte: la prima riguarda la presunta ingannevolezza dei messaggi promozionali relativi al servizio Dazn, diffusi sul sito e con spot televisivi per l’offerta del pacchetto calcio serie A per la stagione 2018/19, «nei quali – si legge nel bollettino dell’Antitrust – i professionisti enfatizzano che il consumatore possa fruire del servizio ovunque si trovi, senza alcun riferimento alle numerose limitazioni tecniche che potrebbero, invece, renderne difficoltosa o addirittura impedirne la fruizione». La nota prosegue ricordando che «sia nello spot televisivo mandato in onda durante il mese di luglio del 2018 che nella homepage del servizio viene, infatti, evidenziata l’assoluta disponibilità e facilità di accesso al servizio senza ulteriori puntualizzazioni tecniche indispensabili».

La contestazione riguarda il pacchetto della Serie A

L’Antitrust ha inoltre valutato le modalità informative di presentazione dell’offerta sul sito Dazn «potenzialmente ingannevoli in quanto contenenti messaggi volti a far credere di poter fruire di un mese gratuito di offerta del servizio relativo al pacchetto di partite di calcio serie A, senza contratto». La seconda condotta citata nel bollettino si riferisce invece «alla fase di esecuzione del contratto e alla presunta aggressività derivante dall’addebito automatico dei costi mensili del suddetto contratto in assenza dell’acquisizione di un consenso consapevole da parte del consumatore. In particolare – ha concluso l’autorità Antitrust -, il consumatore sarebbe indotto a credere, avendo creato solo un account sulla homepage di Dazn, di poter fruire del servizio per il primo mese senza alcun addebito».