Cadavere nelle acque di Santa Marinella. Continuano le ricerche sull’identità del naufrago

Proseguono le indagini per risalire all’identità del cadavere rinvenuto domenica mattina intorno alle 9 su una spiaggia di Santa Marinella, in provincia di Roma, all’altezza di via Aurelia 59. Sul posto è intervenuta la polizia di Civitavecchia e i vigili del fuoco. Il cadavere, irriconoscibile a causa dell’avanzato stato di decomposizione, è stato trasferito al cimitero del Verano per il riconoscimento attraverso l’esame del dna. A quanto si apprende la salma potrebbe essere quella di un uomo di tra i 60 e i 70 anni scomparso il 15 ottobre scorso dopo un’uscita in barca ad Anzio. Con la forte mareggiata il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, è stato trovato 0 da un residente.

Sul posto, all’altezza della Curva dei Gabbiani sulla via Aurelia sono subito intervenuti gli agenti della polizia di stato di Civitavecchia, i vigili del fuoco e il magistrato della Procura. I pompieri della caserma Bonifazi hanno impedito che finisse per essere risucchiato dalle onde e riportato a largo. Secondo gli inquirenti, valutata la direzione del vento, sarebbe arrivato sulla costa di Santa Marinella da sud, quindi dal Tevere o da Fiumicino dopo essere stato in balìa delle onde per diversi giorni. Sul suo polso ha due braccialetti: ed è questo uno degli elementi su cui si stanno basando ora gli investigatori di Civitavecchia per cercare di dare un nome alla vittima. Per gli uomini del commissariato, guidato dal comandante Nicola Regna, non dovrebbe essere una persona del posto. Delle denunce di scomparsa al vaglio delle forze dell’ordine c’è quella di un pescatore di Latina di cui si sono perse le tracce una decina di giorni. Solo l’esame del dna e il riconoscimento dei familiari potrà portare all’identificazione.