Berlusconi: «Il reddito di cittadinanza è una barzelletta, il M5S vuole i sudditi»

«Nove miliardi a disposizione per 9mila euro all’anno per ogni cittadini che ne usufruisce. I conti non tornano, il reddito di cittadinanza è una bufalasolo un milione di italiani ne usufruisce». Silvio Berlusconi, alla convention di Forza Italia a Milano, va giù duro. «Il reddito di cittadinanza – incalza – è una barzelletta. Siamo alla giornata del sorriso. Mio padre diceva che dobbiamo tenere sempre il sole in tasca e donarlo agli altri. Mi dispiace quindi che nella giornata del sorriso dobbiamo parlare del Paese che fa piangere».
Per Berlusconi, «non passerà molto tempo che tutti gli imprenditori del Paese, soprattutto quelli del Nord che hanno dato il loro sostegno alla Lega, si accorgeranno di come questa manovra di bilancio sia nemica del lavoro, delle imprese e dell’Italia – scandisce – Non so come possa fare Salvini a spiegare a tutta questa popolazione di elettori che sta facendo il contrario di quello che aveva promesso. Io credo che salterà tutto per aria e si dovrà andare a nuove elezioni. Nelle quali il centrodestra, a mio parere, avrà la maggioranza assoluta e potrà andare da solo al governo».
Quanto alla flat tax, «ovunque è stata applicata ha avuto risultati fantastici, ma qui di flat tax non c’è il minimo sentore». Nella manovra, dice Berlusconi, «ci sono invece molte altre cose che hanno fatto innalzare al 2,4% il rapporto deficit/Pil e questo è molto grave perché dà dell’Italia un’immagine molto negativa e porta l’Ue a guardare al nostro Paese con diffidenza e sfiducia». L’attacco ai Cinquestelle passa anche per la riforma della giustizia. «Quella del M5S mi fa davvero paura», rimarca Berlusconi, è «una giustizia fatta di manette e delazioni». Il Cavaliere teme «una deriva autoritaria se le cose non cambiano; i Cinquestelle hanno detto che non ci sarà lavoro nero perché scatteranno le manette. Hanno detto anche che chi prende i soldi dovrà fare spese morali. Questa è la concezione dello Stato etico che non è uno Stato che non ruba, ma uno Stato che decide qual è il bene o il male dei cittadini e che trasforma i cittadini in sudditi».