Baviera: volano estrema destra e Verdi, giù la Merkel, Spd e Linke

giovedì 11 ottobre 13:34 - di Giovanni Trotta

Domenica gli elettori bavaresi andranno alle urne per rinnovare il parlamento regionale. La Baviera è il Laend più ricco della germania. Un voto seguito con attenzione perché il suo esito – non scontato – peserà sul futuro governo e potrà avere ripercussioni a livello federale. Dal 1957 l’esecutivo bavarese è guidato da un premier cristianosociale (Csu), che dal 1962 ha potuto contare – tranne che per una legislatura – su una maggioranza assoluta dei voti. Ancora nel 2013 il partito guidato da Horst Seehofer era riuscito a conquistare il 47,7% delle preferenze, garantendosi la possibilità di dar vita ad un governo monopartitico. I sondaggi di questi giorni fotografano una realtà diversa. Secondo un’inchiesta dell’istituto demoscopico Civey per Spiegel online e la Augsburger Allgemeine, la Csu otterrebbe solo il 32,9% delle preferenze, 3% in meno di settembre e 5% in meno di agosto. I dati diffusi dai sondaggi hanno scatenato uno scambio di accuse tra il premier del Land, Markus Soeder e il ministro dell’Interno federale Horst Seehofer, entrambi esponenti della Csu: per il primo la causa dei pessimi risultati ottenuti dalla Csu nei sondaggi è la Grande Coalizione al governo a Berlino. “Negli ultimi sei mesi – replica il secondo parlando alla Sueddeutsche Zeitung – non mi sono immischiato né nella politica bavarese né nella gestione della campagna”. A ciascuno le sue responsabilità. L’altro dato che emerge dall’inchiesta condotta tra il 6 e il 10 ottobre su un campione di 5063 persone, riguarda i Verdi: il partito ecologista – che già nella precedente inchiesta di Spiegel si era aggiudicato il secondo posto tra le formazioni in lizza – continua a navigare con il vento in poppa, aggiudicandosi il 18,5% delle preferenze. Seguono Alternative fuer Deutschland, 12,8%, superiore al 10 per cento che i media gli attribuiscono da settimane, Spd (11%) e Freien Waehler (9,8%). Sopra la soglia di sbarramento i Liberali della Fdp (5,9%), al di sotto Die Linke (3.9%).

Anche in Baviera la Csu rincorre l’Afd

I Verdi sembrano dunque approfittare della corsa verso destra della Csu, impegnata a rincorrere gli elettori in fuga verso Afd e della debolezza della Spd, forti anche di una leader carismatica – Katharina Schulze – popolare anche a livello nazionale. Dopo la disastrosa campagna elettorale del 2013, quando l’appoggio per un partito ecologista che aveva chiesto più tasse per i redditi più alti era crollato all’8,4%, i Verdi hanno cominciato a spostarsi su posizioni più centriste, eclissando progressivamente la Spd e accreditandosi come potenziale partner di coalizione per le forze conservatrici, un tempo distanti, come la Csu. Oggi la popolarità del partito ha raggiunto il suo massimo dal disastro nucleare di Fukushima, nel 2011, che in Germania ha avviato un dibattito acceso sull’uso del nucleare civile. Nel 2011 Winfried Kretschmann era stato eletto primo premier ecologista a livello regionale, nel Land sudoccidentale conservatore del Baden-Wuerttemberg in un governo di coalizione con la Cdu. Stessa alleanza poi formata nello Stato dell’Assia. Sempre nel 2011 e sempre a seguito di Fukushima, il governo della cancelliera Angela Merkel sceglieva di rinunciare al nucleare sposando il progetto ecologista delle energie rinnovabili. E con quegli stessi Verdi la cancelliera ha tentato – prima di approdare non senza fatica alla Grande Coalizione – di negoziare per dar vita ad un governo con la Fdp. Ma i Liberali hanno fatto saltare il tavolo delle trattative. Circa due mesi dopo, nel gennaio scorso, i Verdi rinunciavano – in sede di nomina dei due nuovi leader nazionali – alla compresenza ai vertici di esponenti delle due correnti, quella più di centro e quella più di sinistra (realisti e fondamentalisti) nominando due rappresentanti dell’ala di centro, Robert Habeck e Annalena Baerbock.

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