Battisti, i legali: è a San Paolo non è fuggito ma non può essere estradato

Il terrorista rosso Cesare Battisti, condannato all’ergastolo per 4 omicidi compiuti, sarebbe a San Paolo, dove si è riunito ieri con i suoi rappresentanti legali, e tornerà a Cananeia, dove risiede, nei prossimi giorni, secondo i suoi avvocati.
Lo ha detto all’Ansa, Igor Tamasauskas, avvocato del terrorista rosso, dopo alcuni media avevano scritto che Battisti sembrava aver fatto perdere le tracce.
Interpellato su una possibile presa di posizione di Cesare Battisti, dopo che il presidente eletto brasiliano Jair Bolsonaro ha assicurato che intende estradarlo in Italia, l’avvocato ha puntualizzato che il suo cliente «non ha bisogno di pronunciarsi in nessun modo», giacché «dispone di una decisione del Supremo Tribunale Federale che garantisce la sua permanenza in Brasile», emessa un anno fa da Luiz Fux, magistrato dell’alta corte.
In base a questa misura giudiziaria, il governo brasiliano non può concedere l’estradizione di Battisti, secondo i suoi legali, fino a quando il Stf non avrà deciso se un capo dello Stato ha la facoltà di modificare una decisione presa da un suo predecessore.
Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno, Matteo Salvini aveva detto di essere pronto ad andare personalmente in Brasile per prendere in consegna il terrorista rosso dalle mani del neo-presidente Jail Bolsonaro e riportarlo in Italia. E il figlio di Bolsonaro aveva parlato di un “regalo” del Brasile all’Italia proprio riferendosi alla consegna di Battisti.
«Cesare Battisti è un infame e un vigliacco quindi proverà a scappare, peraltro coperto da una serie di personalità dell’intellighenzia – aveva detto stamattina la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni a 24 Mattina su Radio24 – Dicono sia un grande personaggio ma è uno che continua a scappare per non saldare il suo conto con la giustizia e mi fa schifo anche per questo».