Bankitalia si unisce al coro degli allarmisti: «Lo spread salirà, manovra sbagliata»

«Una minore valutazione dei titoli di Stato in portafoglio incide sui requisiti patrimoniali delle banche; oltre certi limiti può ridurne la capacità di offrire credito all’economia». Le parole del vice direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini in audizione sulla Nadef, la nota di aggiornamento al Def, pesano come pietre sul dibattito di questi giorni sui rischi dello spread. Bankitalia, con frasi molto dure e categoriche, si unisce di fatto al coro degli allarmisti e boccia sia la manovra sul deficit che i singoli provvedimenti, come la cancellazione della riforma Fornero sulle pensioni. «Dato l’elevato ammontare di titoli di debito che lo Stato italiano deve periodicamente collocare sul mercato la possibilità dell’insorgere anche improvviso di turbolenze finanziarie richiede che si dia chiarezza e certezza percorso di rientro. La credibilità si alimenta da sé consolidando la fiducia di risparmiatori e investitori, si fa scendere il premio al rischio sul debito della Repubblica, si agevola il percorso e lo si mette in sicurezza», attacca Signorini, che prosegue: «Il ritorno dell’economia italiana a uno sviluppo economico sostenuto è questione strutturale; molta strada è stata percorsa. Il prodotto interno lordo, seppure ancora inferiore a quello di prima della crisi, è cresciuto di oltre 5 punti dal minimo del 2013; gli investimenti sono cresciuti di circa 15 punti; il numero di occupati, salito di oltre un milione di unità, ha raggiunto un massimo storico; a giugno la posizione debitoria netta del nostro paese era pari al 3,4 per cento del PIL, quasi 20 punti percentuali in meno rispetto al 2013. Tuttivia, sebbene i momenti drammatici della passata crisi  siano ormai da anni alle nostre spalle, c’è ancora molto da fare per porre l’economia italiana su un sentiero stabile di maggiore crescita. Creare più ricchezza e più lavoro è essenziale anche per aiutare chi è più vulnerabile», afferma.

Poi la bocciatura del governo giallo-verde: «Nel precisare le coperture, sarà opportuno evitare che a misure espansive permanenti facciano fronte anticipi di entrate, coperture temporanee o clausole di incerta applicazione». Parole pesanti anche sulle riforme: «Le finanze pubbliche italiane sono in una condizione di sostenibilità di lungo periodo. Qualora si desideri intervenire sulla Legge Fornero lo si faccia tendo presente il
bisogno di assicurare la sostenibilità del sistema pensionistico nel lungo e lunghissimo periodo», prosegue il vice direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini.  Immediata la replica del vicepremier Luigi Di Maio: «Se Bankitalia vuole un governo che non tocca la Fornero, la prossima si volta si presenti alle elezioni con questo programma. Nessun italiano ha mai votato per la Fornero. E’ stato un esproprio di diritti e democrazia che viene rimborsato. Giustizia è fatta. Indietro non si torna!», scrive su Twitter il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro.