Atti osceni in luogo pubblico, il reato scompare dal dl Sicurezza: ira FdI

Un reato odioso che in sostanza viene depenalizzato. E per la seconda volta. Sul reato di  “atti osceni in luogo pubblico”, «Matteo Salvini si rimangia la promessa fatta prima delle elezioni». Lo denuncia il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone. Infatti, l’emendamento ad hoc presentato da FdI è stato bocciato. «Che Salvini abbia subito i diktat grillini?».

Il reato era stato depenalizzato dal Pd

Le cose sono andate così. «In estate il ministro Salvini – spiega il senatore di FdI – annunciava di voler reintrodurre il reato di atti osceni in luogo pubblico, depenalizzato dal Pd. Proprio su questo tema, però, nello scorso luglio, avevo presentato un disegno di legge e mi auspicavo che il governo potesse darne subito il via libera. In questo modo avrebbe potuto dare immediatamente seguito alle dichiarazioni del ministro dell’Interno. Invece, nulla è accaduto». Così in occasione della discussione in Senato del decreto sicurezza, « ho presentato un emendamento che riprende il mio disegno di legge», sostiene Iannone. «Incredibilmente, però, in Commissione Affari costituzionali la maggioranza ha dichiarato inammissibile l’emendamento. E’ evidente che Salvini si atteggia a uomo di destra, ma l’apparenza è cosa ben diversa dalla sostanza. E tutto questo mentre la Nazione resta inchiodata alle blasfeme forme giuridiche determinate dal Pd. L’Italia, infatti, è l’unico Stato in cui è possibile per alcuni reati di opinione, ormai sorpassati, rischiare la galera, mentre per chi commette atti osceni in luogo pubblico è prevista soltanto una multa».  Si tratta di un reato odioso e negli ultimi tempi reiterato ad opera dei migranti con una imbarazzante frequenza. Soprattutto nei parchi dove giovano i bambini e spesso anche davanti alle scuole. Non solo, ma si sono moltiplicati negli ultimi anni gli atti sessuali consumati a cielo aperto e nelle pubbliche piazze. Un’occasione persa per tentare di ristabilire decoro e rispetto.