Attenti, se non pagate Unicredit scatena le sue truppe romene…

mercoledì 3 ottobre 14:51 - DI Redazione

Da un nostro lettore riceviamo e volentieri pubblichiamo

Gentile direttore,

la presente per denunciare un fatto a mio avviso molto grave, che mi sta causando danni enormi. In breve, la storia è questa: nel 2013 feci da garante a un mio conoscente per un piccolissimo prestito presso l’istituto bancario Unicredit. Negli ultimi mesi il mio conoscente ha ritardato un po’ i pagamenti – trattasi comunque di cifra irrisoria, meno di cento euro al mese – e da allora è finita la mia pace: ricevo decine di telefonate al giorno da parte di stranieri – romeni – che non si qualificano e che pretendono una serie di informazioni da me. Le telefonate, quotidiane, anche il sabato, arrivano sia sul cellulare sia in ufficio sia al telefono di casa a ogni ora del giorno. Purtroppo ho già dovuto staccare il telefono di casa, non rispondo al cellulare, pregiudicandomi anche le telefonate importanti e comunque interrompendo la mia attività lavorativa; per quanto riguarda le telefonate in ufficio, come è facilmente comprensibile, mi stanno causando gravissimi danni di immagine. Si tratta di un vero incubo, anche perché non si capisce cosa vogliano: uno straniero cheeie di me, dando un nome proprio (probabilmente di fantasia). Dopo aver risposto che sì, sono io, anziché dire il motivo della chiamata, lo straniero inizia a chiedere altre informazioni, come data di nascita, indirizzo, etc. A richiesta di qualificarsi, l’interlocutore sostiene di essere di un non meglio precisato “ufficio amministrativo” senza nome. A richiesta di dire cosa vogliano, persiste la richiesta di informazioni e persiste la negazione della loro identità. La faccenda è andata avanti per mesi: ho già fatto due denunce penali ma la persecuzione va avanti. Queste società di recupero crediti dispongono di centinaia di utenze, e infatti solo richiamando il numero ho potuto apprendere di chi si tratta, perché i telefonisti non si identificano: una di queste società è la Maran S.P.A. società con sedi in Italia e filiali in Romania, cui Unicredit ha evidentemente affidato il compito di telefonare ossessivamente ai presunti ritardatari. Un’altra società che mi teleofna è la Fire SpA, sempre per conto di Unicredit. Una terza, che manda anche sms, è la Cribis Cm, che chiede di essere richiamata a un numero di Milano. Queste società, per ammissione dgli stessi telefonisti, registrano tutte le telefonate e spesso chiamano anche con numero sconosciuto, sempre per loro stessa ammissione. Alla richiesta di sapere cosa desiderino, rispondono con altre domande. Agli sms ho sempre risposto di scrivere una lettera con le loro richieste, ma non l’hanno mai fatto. La stessa cosa ho detto ai telefonisti, e sempre senza successo.

La cosa che mi preme precisare, caro direttore, è che sono dispostissimo a pagare quanto dovuto, basta che me lo dicano, però. C’è poi un’altra considerazione etica da fare: Unicredit i soldi li prende in Italia, ma quando si tratta di creare lavoro, preferisce darlo a stranieri. Seconda considerazione etica, è la estrema disinvoltura di Unicredit di distribuire a destra e a manca senza esplicita autorizzazione i numeri di telefono – che si presume riservati – dei propri clienti, fatto tanto più grave in quanto queste società non hanno scupoli nel chiamare sempre e comunque, senza rispetto per chi magari in quel momento ha sta lavorando o ha altro da fare. Per questo la terza denuncia sarà per Unicredit, che non ha rispettato la privacy del cliente tradendo la sua fiducia. È vero che probabilmente in uno dei fogli che mi sono stati fatti firmare c’è anche contemplata l’eventualità di dare il numero telefonico a terzi, però è anche vero che questi fogli nessuno li legge, tanto più che il direttore di filiale mi ha invitato a firmare senza leggere, cosa che ho fatto, ben consapevole che il primo comandamento di un istituto bancario e il suo cliente è la fiducia. Se Unicredit voleva che saldassi il mio debito – ammesso e non concesso che tale debito esista veramente, cosa tutta da dimostrare – sarebbe bastata una semplice lettera: come hanno il mio numero di telefono, hanno anche l’indirizzo. Inutilmente ho scritto lettere, inviato mail e telefonato a Unicredit, chiedendo la documentazione di questo prestito, ma non ho mai ricevuto risposta. E chiederò i danni a Unicredit, caro ditettore, perché questa autentica persecuzione mi sta rovinando la salute oltre che l’immagine professionale. Nel fare le cose ci vuole anche buon senso e misura. Basta chiedere.

Nella speranza che il legislatore in futuro protegga il cittadino da queste persone e dal loro modo di agire, la saluto cordialmente.

Lettera firmata

Commenti

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  • k82k@libero.it 25 ottobre 2018

    Non mi risulta sia come si legge in questo articolo. Le società di recupero sono italiane poi capita che demendano attività all estero. In più i dati trattati secondo normativa vengono ceduti da qualsiasi creditore perche firmiamo un foglio dove ê indicata la possibilità di farlo. Per concludere se Si trattasse bonariamente il fatto principale cioe il debito allora si eviterebbe tutto il resto ma poiche tanti vogliono soldi e li vogliono regalati credo che sia tutto in regola recuperare o provare a farlo un credito

  • saritapanigari@gmail.com 8 ottobre 2018

    La cosa piu’ grave e’ non pagare i debiti contratti fregandosene della controparte che ti ha dato fiducia

  • mauro@mgrmoda.com 3 ottobre 2018

    …nn capisco perchè nn hai passato la pratica al Tuo Avvocato che… se sei un Professionista… senz’altro avrai… Lui si mette d’accordo con unicredit… si cagano sotto… perdono tutte le cause… cercano subito un accordo con Te…scavalcando l’Avvocato…Tu gli rispondi che DEVONO PARLARE CON LUI… io ero Cliente loro dal 1966…Cassa di Risparmio di Roma… nn avevo 20a…ne ho 71…senza MAI un problema con loro… mi hanno preso per il culo… parlassero con l’Avvocato…

  • max.bialystock@libero.it 3 ottobre 2018

    credo che, da un po di tempo unicredit sia Francese, non più Italiana.